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Sympathy for the Devil

23 aprile 2012 1 commento

Salve miei diabolici lettori, come vi avevo promesso smetterò di dedicarmi esclusivamente all’area videoludica, e infatti in questo intervento parlerò dell’open beta di Diablo 3. Ai grandi non serve la coerenza.

Beh come credo l’intero globo terracqueo (flora e fauna compresi) saprà questo week end si è tenuta l’open beta di Diablo 3, l’attesissimo sequel dell’hack and slash per eccellenza che dopo 12 lunghissimi anni tornerà a popolare i nostri schermi (un tempo ingombranti ma ridicolmente piccoli… oggi sottilissimi e widescreen) con milioni di esemplari di prole infernale.

Indubbiamente il timore che il genere h&s fosse defunto mi ha pervaso ma è bastato trovarmi nella Nuova Tristram per riaccendere l’entusiasmo e sbudellare orde di sgherri demoniaci. Considerando la mia atarassia, la mia diffidenza e la mia scarsa simpatia verso Blizzard immagino quale sarà stata la reazione per i fan più accaniti… insomma le premesse sono incoraggianti.

Partiamo esponendo gli aspetti positivi messi in luce da questa beta: ciò che salta immediatamente all’occhio dopo aver messo mano ad un paio di classi è che il gioco è straordinariamente equilibrato, emerge addirittura un pattern nelle skill selezionabili, ovvero tutti i pg sono dotati di un attacco su un singolo target potenziabile con delle rune per aggiungere effetti secondari, un attacco aoe, un debuff ecc ecc. Ad un osservatore attento diviene piuttosto palese che Blizzard abbia in pratica implicitamente inserito un ramo di skill pve ed un ramo di skill pvp senza però precludere la scelta ai giocatori, le rune infatti giocano un ruolo fondamentale nella personalizzazione della skillbar e della strategia.

Il sistema di crafting (ammesso che rimmarà questo) è piuttosto semplice e intuitivo, bisognerà attendere e capire che impatto avrà lo store con valuta reale che francamente mi ha fatto storcere non poco il naso .

L’audio è molto buono, il doppiaggio è ben realizzato e a tratti divertente a causa degli accenti improbabili dei personaggi (il monaco oltre all’aspetto ha anche la voce sovietica alla Rasputin per non parlare del Witch Doctor…).

Un altro punto forte è l’interazione con gli oggetti: in Diablo 3 è possibile distruggere praticamente qualsiasi cosa a parte la vegetazione che delmita le mappe. Nei dungeon ci saranno punti in cui potremo far crollare pareti, far cadere enormi lampadari sulla testa dei nostri nemici e la cosa più interessante è rappresentata dalla fisica: molti oggetti infatti servono persino da riparo intercettando i proiettili vaganti, un buon modo per invogliare il giocatore a muoversi tatticamente e non spammare skill alla cieca.

Ho molto gradito la facilità nell’unirsi a partite online, basta selezionare la quest che ci interessa affrontare, cliccare su Public Games e verremo prontamente fiondati al centro della battaglia assieme a 3 commilitoni casuali. In futuro immagino potremo selezionare anche l’atto e la difficoltà.

Altra cosa molto carina e molto in voga nei giochi moderni sono i cosiddetti “Event” (no non la fallimentare serie tv): potremmo imbatterci in un personaggio o in un oggetto e interagendo con esso attiveremo una sorta di “sfida” da completare seguendo vari parametri (a me è capitata una sfida di sopravvivenza a tempo chiamata “The jar of souls” e un’altra in cui dovevo recuperare degli oggetti in mezzo ad una moltitudine di nemici, si chiamava “the matriarch ..qualcosa” :D ). Blizzard strizza l’occhio al genere action e introduce eventi dinamici e achievements per movimentare l’esperienza di gioco senza però tradire lo spirito di Diablo, se questa scelta verrà gestita bene e servirà ad innovare e migliorare questo titolo potremo scoprirlo solo giocando la versione finale.

Passiamo alle dolenti note, ciò che davvero non mi è piaciuto di questa beta di Diablo 3 è la grafica: datata a dire poco, il dettaglio del personaggio ed alcune animazioni non sono entusiasmanti… francamente per un triple A game come questo mi sarei aspettato qualcosa di molto meglio; chiaramente non pretendo Crysis 2, e capisco che questo titolo dovrà essere diretto a giocatori di tutte le età e budget quindi sarebbe controproducente mettere requisiti di sistema astronomici, mi rendo conto che la saga di Diablo non è certo famosa per la grafica… però dopo dodici anni d’attesa, continui rinvii, patch, update e considerando le risorse di Blizzard posso tranquillamente dirmi un po’ seccato.

Ciò che a monte non condivido è che per giocare la campagna single player si debba per forza essere online, al giorno d’oggi credo che praticamente tutte le famiglie dispongano di connessione internet a banda larga (a parte alcune zone d’Italia che purtroppo sono ancora sprovviste di tale tecnologia) ma trovo comunque questa scelta molto molto sconveniente. Certo comprendo l’esigenza di combattere la pirateria però in questo modo il gioco potrà essere soggetto a lag, disconnessioni e problemi di varia natura e considerando la pochezza dei provider italiani e la bassa qualità del servizio penso che molti giocatori saranno infastiditi da questa decisione. Spero vivamente che nella versione finale venga introdotta la possibilità di giocare la campagna single player offline.

Un’altra cosa che mi ha dato parecchio da pensare è l’estrema facilità del gioco, praticamente giocando con un minimo di cervello e disponendo di combinazione occhio-mano migliore di quella di un primate, non avrete mai e dico mai bisogno di ricorrere all’uso di pozioni, ne in modalità solitaria ne in co-op. Che sia un difetto della beta? O come da tradizione dei giochi moderni dovremmo attenderci un’avventura senza sudore e senza un minimo di impegno e sofferenza da parte di noi giocatori? Io personalmente detesto giocare senza il brivido della sconfitta, il timore costante che sbagliando qualcosa verrei sopraffatto e perderei  Xp, denaro o chissà cos’altro. Si d’accordo è una beta, era a difficoltà Normale ma questo non significa che giocando con questi parametri io non debba mai trovarmi in  una situazione d’emergenza, senza pozioni, debilitato ecc ecc. In Diablo 2 anche a difficoltà Normale non era una passeggiata destreggiarsi e restare illesi durante gli scontri. Spero che questo inconveniente sia dovuto al fatto che sia una beta, che la porzione di codice giocabile funga presumibilmente da tutorial ma dopo le enormi delusioni che il mercato videoludico mi ha riservato nell’ultimo biennio confesso di aver sviluppato una certa diffidenza nei confronti delle software house (specialmente quelle grandi famose e con tanti capolavori alla spalle..).

 Ultimo ma non per questo meno rilevante, sono stato molto seccato dall’assenza di un qualsiasi pvp: io sono un gamer che adora i giochi multiplayer skill based e considerando l’ottimo bilanciamento delle classi di Diablo 3 sono rimasto un po’ deluso dal non poter entrare in un’arena a menar fendenti. Ciò che davvero mi interessa è capire come sarà strutturato il pvp ed il fatto che Blizzard abbia posticipato l’introduzione di questa modalità mi lascia molto perplesso: da una parte lo trovo sensato considerando che questo tempo verrà impiegato per creare un ambiente e un gameplay curato e bilanciato, dall’altra penso che potrebbe essere una manovra astuta per vendere subito tutte le copie del gioco e inserire dopo un pvp poco interessante e mal realizzato. Il timore che Blizzard abbia rinunciato ad inserire fin da subito il pvp mi fa tremare, il mio pessimismo cosmico mi suggerisce che abbiano capito che la componente competitiva in questo gioco non riscuoterà successo e desterà molte critiche e per evitare recensioni negative (vedi l’ecatombe Mass Effect 3 stroncato dai fan di tutto il mondo al day one) hanno scelto di introdurlo successivamente. Sono paranoico? Si, ma dopo aver visto Dragon Age 2 e Mass Effect 3 violentati e ridotti ad un action game brainless, povero tecnicamente e senza trama permettetemi di essere maligno del resto “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso si indovina.”.

Che dire per ora le sensazioni si bilanciano, ma ammetto di essere un po’ più fomentato da questo titolo rispetto a una settimana fa, io del resto non sono un amante degli h&s ma pensare a Diablo mi riporta indietro nel tempo quando tutto era semplice, scontato, quando ero glabro, capellone e potevo mangiare un antilope (viva e scalciante) senza ingrassare di un grammo, un po’ come le madeleine di Proustiana memoria. Il tempo addolcisce i ricordi e poter vedere ancora una volta l’icona che recita “DIABLO” sul mio desktop mi riempie di una gioia e di una felicità immensa e indescrivibile, è quasi un esperienza karmica, la ruota ha fatto finalmente il giro e ci ha restituito una fetta d’adolescenza, un’oasi di spensieratezza,  un locus amoenus della memoria in cui perdersi e riabbracciare ricordi e sensazioni sopite e la cosa che mi fa sorridere è che a compiere questo miracolo non è una splendida donna o una creatura divina… ma il Signore degli Inferi in persona, del resto come dicevano gli Iron Maiden “Hell ain’t a bad place..”

P.s. se avete idee, consigli o volete darmi la vostra opinione sul gioco, dirmi quale classe abbiate giocato, chiedermi quale sia la mia preferita non esitate a commentare o mandarmi messaggi privati :) grazie a tutti per la lettura e buon divertimento

Tangled in a Web, Season 1, Episode 2

20 aprile 2012 Nessun commento

Un saluto ai miei primaverili lettori, so che da tempo mi sono focalizzato esclusivamente su articoli a sfondo videoludico, e da bravo sensitivo quale sono ho captato le vostre domande e le vostre rimostranze che sintetizzerò in un breve pensiero “Ma Dave si è chiuso a nerdare coi videogame e ha perso l’ispirazione?”. La riposta è si.

Non è che mi sia proprio chiuso a nerdare ma tecnicamente deficito di ispirazione tale da produrre un articolo interessante ed originale, quindi mi concentro sul parlare di ciò che altri hanno fatto. Comodo no?

Quest’oggi vorrei riesumare una mia splendida rubrica che fino ad ora ha trovato poco spazio, trattasi di “Tangled in a Web”, spazio dedicato alla ricerce del meglio e del peggio che la rete può offrire.

Tanto per cambiare ho intenzione di segnalavari un sito, o meglio una community di modders che farà felice molti videogiocatori seriali (e ahimè ne conosco fin troppi).

*Drum Roll*

NEXUS

 

Nexus Network è una rete di siti web che raccoglie, classifica e condivide un enorme numero di mod amatoriali per numerosissimi videogames; la mia frequentazione è abbastanza recente, mi sono avvicinato a questa comunità grazie a Fallout New Vegas ma soprattutto a Skyrim.

L’organizzazione dei vari siti web di questa rete è davvero ottima, il materiale viene testato, vagliato con cura e poi pubblicato dando la possibilità agli utenti stessi di votarlo in modo da stilare una vera e propria classifica delle mod più utili e interessanti.

Nexus Network fornisce contenuti aggiuntivi per numerosi titoli tra cui: Skyrim, Oblivion,Fallout 3, Fallout New Vegas, Neverwinter Nights 1 & 2, The Witcher 1 & 2 e molti altri, in questi siti troverete addon che miglioreranno l’aspetto grafico e persino le prestazioni dei vostri giochi preferiti, ovviamente leggete con attenzione le descrizioni e consultate le classifiche degli “Hot Files”, ovvero i più scaricati e apprezzati.

L’innovazione più accattivamente è sicuramente il Nexus Mod Manager, un client che, inserendo i vostri dati di login del sito, vi consentirà di scaricare direttamente le mod e installarle (e ovviamente rimuoverle) con un semplice click senza seguire tutte le procedure abbastanza tediose di estrazione e sostituzione dei file (senza contare i doverosi backup che vi suggerisco sempre di fare). Con Nexus Mod Manager potete testare liberamente le mod, deselezionarle e cestinarle senza arrecare danno alla vostra cartella di gioco e senza incorrere in errori di estrazione (un applicazione molto noob friendly che però è oggettivamente apprezzabile sebbene io abbia sempre provveduto ad installare le mod manualmente).

Il tempo a nostra disposizione è giunto al termine ma vi prometto che tornerò presto ad occuparmi di argomenti meno frivoli (beh sempre frivoli ma non videoludicamente frivoli), vi auguro una serena navigazione lascio con una frase quantomai calzante in questo mutevole periodo dell’anno:

 

“Aprile è il mese più crudele, genera

Lillà da terra morta, confondendo

Memoria e desiderio, risvegliando

Le radici sopite con la pioggia di primavera.”

 

Ma si va, anche un consiglio meteorologico: D’aprile non ti scoprire, di maggio non ti fidare, di giugno fa quel che ti pare.”

 

Rage

10 aprile 2012 1 commento

Salve miei rancorosi lettori, quest’oggi volevo parlare un po’ del sempiterno disagio che il mondo ci provoca. La nostra esistenza è costellata da avvenimenti paradossali e talvolta persino irritanti, eventi che non solo ci sconvolgono profondamente ma che a volte ci fanno desiderare di essere lobotomizzati da un chirurgo Yemenita cieco con uno sperone per cavalli rovente.

In primis: in Italia la meritocrazia non esiste, anzi comincio a credere che la parola stessa sia stata inventata da un burlone (come “perplimere” da Rocco Smitherson aka Corrado Guzzanti), chi sa fare qualcosa, chi ha le conoscenze necessarie, le idee, gli stimoli è sistematicamente tagliato fuori, chi invece vive di espedienti, beneficia di conoscenze e incontri fortunati gode di centinaia di opportunità che gli vengono servite su un piatto d’argento. Invidioso? Cavolo si! E anche incazzato come un crotalo.

Il senso del bello è diventato non solo eccessivamente soggettivo ma per un contorto senso di ribellione e ridefinizione dei canoni classici di “buono” e “ben fatto” è divenuto talmente intricato, incomprensibile e autoreferenziale da risultare un insieme inintelligibile di tentativi di demistificazione di luoghi comuni, che spesso si rivelano ancor più pacchiani del luogo comune stesso, goffi tributi ad altrettanto opinabili muse e pessime scelte lessicali nonché di abbigliamento.

Orientarsi in questo marasma di cattivo gusto diviene impossibile e altrettanto complicato è reprimere l’irrefrenabile disio di straziare qualcuno investendolo a ripetizione con una mietitrebbia.

La nostra esistenza è in precario equilibrio tra due pulsioni basilari, cercare di migliorarci e cedere alla più nera rassegnazione; a seconda degli avvenimenti di cui vi ho parlato in precedenza l’ago della bilancia si sposta improvvisamente in una direzione o nell’altra causando deflagranti scosse telluriche al già nostro fragile ego.

Per sopravvivere a queste vigorose percosse che il destino ci riserva, potremmo rifugiarci nei principi Buddhisti, per me ha funzionato per un breve periodo, tuttavia la mia natura belligerante e pessimista ha continuato ad esistere seppur relegata in un angolino lontano della mia psiche piantando sinistri semi.

Questi ultimi hanno atteso pazientemente custoditi nel terreno fertile ed improvvisamente sono germogliati con i loro lunghi arbusti tempestati di affilatissimi aculei destandomi dalla mia “pax buddhista” e ì tramutandomi di nuovo  nella grottesca chimera che ero.

Al culmine del mio risveglio ho raggiunto la tanto agognata verità che speravo di cogliere con gli insegnamenti del Buddha, in realtà non ho mai necessitato della pace, dell’armonia e della conoscenza in quanto è il mondo stesso a non necessitarne, per sopravvivere è necessario essere mostro, essere chimera, ringhiare, graffiare ed avere un aspetto tetro e minaccioso, e si, magari anche puzzare di zolfo ed avere una coda serpentina.

 Dal mio cammino ho appreso che talvolta è molto più doloroso sublimare gli istinti e acquietare la bestia che invece lasciarla libera e famelica. Siamo fatti per essere imperfetti, invidiosi, meschini, ostili e rabbiosi, il cambiamento ci priva solamente della nostra coscienza della bestia non della bestia in se.

Non combattete, non nascondete la torva creatura, ma bensì abbracciatela e lasciate che vi guidi negli impervi percorsi della vita, la bestia agisce furiosamente ma il suo istinto di conservazione e la sua collera vi salveranno in molte circostanze.

Il mondo è un posto inospitale, gli scherzi crudeli e le provocazioni ci attendono dietro ogni angolo, ma non dobbiamo voltarci o restare passivi davanti alle meschinità, lasciamo che le bramose fauci del mostro facciano brandelli dei provocatori, non sono la quiete e la serenità il segreto della pace, l’unica quiete di cui abbiamo bisogno è quella del silenzio del campo di battaglia dopo che lo scontro si è consumato.

Gears Of Effect 3

25 marzo 2012 1 commento

Attendevo con trepidazione questo titolo, ma dopo averci messo le mani ho desiderato ardentemente possedere il congegno cancella memoria di Men In Black. Semplicemente PESSIMO, il peggior epilogo possibile di una delle saghe videoludiche più belle di sempre: Bioware ha definitivamente perso un cliente, dopo il flop di Dragon Age 2 speravo in un passo indietro, in un rinsavimento, ah quanto mi sbagliavo…

Non ce la faccio a fare una recensione, sono troppo amareggiato mi limiterò a esporre quali punti mi siano piaciuti e quali mi abbiamo disgustato di questo gioco:

ATTENZIONE IL CONTENUTO SEGUENTE CONTIENE SPOILER

 Pro

  •   Reintrodotte modifiche per le armi per tutti i personaggi, seppur in maniera molto limitata rispetto a Mass Effect.
  •   Alcuni mostri sono interessanti sia esteticamente che nelle dinamiche di combattimento (Banshee, Predatori).

Contro

  • DLC a PAGAMENTO rilasciata a poche ore dall’uscita del gioco. Il suddetto contenuto è palesemente stato tagliato dal prodotto al fine di lucrare ancor di piu addirittura dal day 1. INACCETABILE!
  • Interazione ed esplorazione ridotte ai minimi termini.
  • Rimossi minigiochi di hacking e decrittazione.
  • Le scelte di trama passate, le accortezze, le missioni personali dei personaggi, gli sforzi per mantenere in vita tutto il party sono inutili.
  • Grafica poco evoluta rispetto a Mass Effect 2
  • Dialoghi banali ed opzioni di conversazione non influenti.
  • Rigiocabilità pari a 0
  • Ostentazione sfoggio indecoroso di omosessualità *(a fine articolo ci tengo a spiegarvi il motivo di questa scelta di EA/Bioware)
  • Buchi di trama
  • Rigenerazione delle munizioni: come in ogni sparatutto con modalità multigiocatore, nelle mappe sono presenti occasionali ricariche per le vostre armi e addirittura delle vere e proprie postazioni colme di munizioni…che purtroppo si rigenerano col tempo. mi spiego: sapete che in un determinato punto c’è un caricatore, lo raccogliete, dopo 2 min respawna… ADDIO immedesimazione e gameplay immersivo.
  • Assegnazione missioni secondarie poco chiara e curata.
  • Multiplayer: un innovazione inutile in un gioco che presumibilmente doveva essere l’erede della saga di Knights Of The Old Republic (ahimè ora divenuto un Wow-wannabe mmorpg), un’esperienza narrativa non uno saparatutto brainless.
  • Impossibilità di agire sulla trama: ciò che mi ha maggiormente indispettito è che al contrario dei giochi precedenti in cui si poteva intervenire per impedire o sentenziare la morte di un nostro compagno in questo capitolo dovremmo assistere passivamente come spettatori. Nei giochi di ruolo si dovrebbe SEMPRE dare al giocatore la possibilità di preservare o condannare il proprio party (vedi kaidan/ashley  in Mass Effect o, caso ancor più esemplare, l’INTERA SQUADRA in Mass Effect 2. Onestamente mi sento privato del gusto e della libertà di plasmare la trama a mio piacimento.
  • Sembra di giocare a Gears Of War… hanno introdotto persino la capriola e la lama factotum per il corpo a corpo… semplicemente vergognoso.
  • Ashley spettro?? Una scelta un po’ azzardata, considerate le perplessità ed i pregiudizi affrontati da Shepard al momento della sua nomina. Un’altra decisione di Bioware che cozza con la trama dei primi due capitoli.
  • Javik il prothean: idea pericolosissima  e francamente evitabile che comunque qualche anno fa Bioware avrebbe gestito alla grande, ora l’ultimo esponente della razza più potente ed evoluta della storia dell’universo (estinta da 50.000 anni) entra a far parte dell’equipaggio cosi su due piedi. Idee poche, confuse e mal sviluppate.
  • Il gioco si sforza di scopiazzare in maniera piuttosto evidente altri titoli celeberrimi su 360 (la totale assimilazione di Gears of War, le sessioni dark, le camminate a gravità zero di Dead Space). È disarmante come Bioware una software house che si è sempre contraddistinta per originalità e innovazione, si limiti a inglobare scelte tecniche e stilistiche di altri giochi solo per irretire il casual gamer. Questo non fa altro che alimentare il mio sdegno e disappunto dopo aver letto una dichiarazione dei vertici di Bioware riguardante Dragon Age 3: “Il modello sarà Skyrim”. Invece di copiare Bethesda  (forse L’UNICA software house che non ha MAI tradito il suo stile) non sarebbe meglio partorire qualche buona idea? Indegni.

 

Grafica 3

Sonoro 3

Trama 1

Carisma 1

Rigiocabilità 1

TOTALE  1.8 / 5

PER QUANTO MI RIGUARDA BIOWARE HA ESAURITO LA MIA DOSE DI PAZIENZA E TOLLERANZA, SE SIETE COME ME APPASSIONATI DI RPG, ESTETI CHE AMANO LA NARRAZIONE, I GIOCHI INTRICATI, CARISMATICI, IMMERSIVI,BOICOTTATE I PRODOTTI MAINSTREAM CHE BIOWARE STA RILASCIANDO SOLO PER SPREMERE DENARO DAI CASUAL GAMERS.

 

*EA, ora proprietaria di Bioware, nel recente passato fu duramente criticata con accuse di sessismo e omofobia per le tematiche, lo stile e persino i trailer di Dante’s Inferno, Dead Space 2 e Medal of Honor, quindi ora come sovracompensazione inserisce personaggi, discorsi, relazioni omosessuali in ogni gioco. é tutto documentato basta googlare EA e leggere a fondo pagina della relativa voce di Wikipedia (portale inglese). Ridicole le accuse (secondo voi al posto di Isaac Clarke chi dovevano mettere Platinette che combatte Drag Queen mutanti? E Dante’s Inferno? dovevano fare il motion capture di Vladimir Luxuria per il protagonista e fare beatrice alta 3 metri col fisico del culturista? Bah…) e ridicola EA che ha rovinato un’altro gioco (dopo Battlefield Heroes, Dragon Age, KOTOR e la lista si allunga  perdita d’occhio…)

I am A_Wake

19 febbraio 2012 Nessun commento

Titolo Alan Wake

 Sviluppatori  Remedy Entertainment

Prezzo 20.99 €  in promozione, disponibile su   STEAM

 

 

Requisiti di sistema

   Sistema operativo Windows Xp/Vista/7           Processore 2Ghz Dual core      Ram 2GB

           Scheda Video  GeForce 8600 512MB  o superiore

DirectX®: dx90c              8 GB di spazio libero sul vostro HD

 

Un radioso saluto ai miei lettori, dopo ben due anni di attesa sono lieto di recensire, per la gioia di grandi e piccini, uno dei titoli di maggior qualità e carisma della storia dei videogames, trattasi *drum roll* di Alan Wake thriller psicologico della Remedy uscito nel 2010 su Xbox360 e finalmente rilasciato su piattaforma pc.

La storia di Alan Wake è travagliata, sia il plot che le scelte commerciali imposte da Microsoft: inizialmente era previsto che il gioco uscisse su Xbox in esclusiva e dopo un margine di almeno sei mesi su pc, tuttavia l’azienda del vecchio Bill ha preferito procrastinare a data da destinarsi l’uscita del gioco fino ai rumors molto concreti di “cancellazione della versione pc”. Inutile dire che la notizia fu accolta con enorme dissenso da parte dei fan in quanto il gioco fu largamente pubblicizzato a partire dal 2009 dove veniva definito come “groundbreaking game”, ovvero un prodotto rivoluzionario ed eccitante sotto ogni punto di vista.

Per mia fortuna ebbi il piacere di giocare la versione xbox (assieme al mio miglior amico Mark) e venni immediatamente folgorato dallo splendore estetico e narrativo del titolo di Remedy: profondità di trama impareggiabile, visuale, dinamiche e cutting scene degne del miglior blockbuster di Hollywood, achievements e contenuti secondari curati con cura a dir poco maniacale, doppiaggio inglese impeccabile e coinvolgente, musiche e suoni semplicemente sublimi, in parole povere un esperienza travolgente, ricca di pathos e della giusta dose di ironia.

Le mie perplessità iniziali, da fedele giocatore di pc, furono legate al controllo e soprattutto alla mira col pad ma devo ammettere che con qualche minuto di ambientamento si ottiene una padronanza del controller sufficiente a godere a pieno dell’esperienza di gioco.

Su pc ovviamente è possibile scegliere se utilizzare il controller o la classica configurazione mouse+tastiera, io personalmente protendo per la seconda dato che (a parte Fifa) non ho molta dimestichezza e/o predilezione nel ruotare le visuali con l’ausilio dello stick analogico (probabilmente questo mio “limite” è dovuto all’abitudine di utilizzare mouse estremamente sensibili e in grado di garantire una risposta in termini di spostamento e rotazione molto più reattiva rispetto al pad).

In Alan Wake la mira è molto peculiare, non c’è alcun crossair come punto di riferimento, non c’è praticamente nessuna interfaccia, la visuale è estremamente immersiva eccezion fatta per i due box posti agli angoli alti dello schermo che ci ricordano il livello di salute e la quantità di munizioni.

Per puntare ai vostri bersagli dovrete sostanzialmente inquadrarli col fascio di luce della torcia (non è necessario ricorrere alla modalità “luce forte” per sparare, basta illuminarli. Piccola dritta: se non erro usando il pad 360 per concentrare il fascio di luce bisogna premere il trigger sinistro LT, arrivando solo a metà corsa Alan punterà la pistola senza incrementare la potenza della torcia).

Questo avvincente thriller psicologico richiede una certa attenzione e predisposizione all’ascolto dei dialoghi, delle trasmissioni radiofoniche e dei bizzarri episodi di Night Springs (serie tv fittizia ispirata a “ai confini delle realtà” inserita nel gioco [come si apprende nel plot Alan è stato autore di alcuni episodi]) elementi che fungono da cornice e che contestualizzano e arricchiscono la figura del nostro tormentato personaggio e delle sinistre vicende in cui finisce immischiato.

Remedy ha posto l’accento sui dettagli e ci delizia con nomi e frasi sibilline (Una volta nel cottage leggete i titoli dei libri di Thomas Zane; I luoghi visitabili: Cauldron lake.. Bird Leg Cottage, beh sarei tentato di spiegarvi la motivazione di questi nomi ma temo di privarvi dell’emozione di cogitare voi stessi sulle ragioni di queste nomenclature), la costante sensazione di “sfondamento della quarta parete”, l’idea di un Alan auctor e un Alan agens permea la narrazione senza contare la splendida colonna sonora, tra cui spiccano  i pezzi “The poet and the muse” e “War“realizzati dalla talentuosa band finlandese Poets of the Fall (già autori di “Late Goodbye” ending music di Max Payne),  non solo definisce ritmicamente l’avventura ma si cala in essa con un simpatico escamotage videoludico (Old Gods of Asgard FTW!) arrivando addirittura a incidere sulla trama indirizzando Alan verso la soluzione delle sue tribolazioni.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, (chi di voi non vorrebbe avere un Barry accanto a se?) Alan spicca per la sua complessità psicologica e per la meticolosità con cui è stata costruita e descritta la sua vita come scrittore e come VIP.

La trama  è molto articolata, densa di azione, colpi di scena e strizza spesso l’occhio a grandi pellicole del passato come Shining o The Blair Witch Project (cito solo i due più evidenti ma la lista è davvero interminabile).

Insomma sembra davvero di assistere al dipanarsi di una intricatissima storia messa nera su bianco dai grandi maestri dell’orrore  (Non per niente nel video introduttivo viene citato Stephen King nella primissima frase).

Graficamente il gioco è stato nettamente migliorato rispetto alla versione console, le texture sono in una sfavillante alta definizione, il sistema di illuminazione (cardine dell’avventura) è con ogni probabilità il migliore della storia dei videogames, la paletta di colori bene si sposa con il setting, la scelta delle armi e la reperibilità di munizioni è adeguata al clima orrorifico (per tenere sempre il giocatore sulla corda è necessario instillare la costante paura che le armi non siano adeguate, le munizione siano sempre poche e che reperirle spesso costi grandi sacrifici in termini di tempo e rischi).

Le uniche note non positive, se proprio volessimo essere pignoli, sono l’inquadratura non centrata (tipica di diversi titoli per console, vedi Dead Space) ed il leggero delay tra la pressione del tasto per sparare e lo sparo effettivo (cosa che io ricordo anche sulla versione Xbox quindi ritengo sia una scelta tecnica stilistica per “simulare” il delay tra la pressione del grilletto e l’effettiva fuoriuscita del proiettile).

Assieme al capitolo principale nel pack in vendita a 20.99 Euro su Steam, sono stati inseriti anche i due DLC intitolati “The Signal” e “The Writer” il che rende il gioco molto appetibile per il rapporto qualità prezzo.

Per concludere lasciatemi dire che se siete in cerca di un ennesimo survival horror denso di interminabili sparatorie, emozioni facili, scontri truculenti, scene splatter ed ammiccanti… NON GIOCATE ad Alan Wake, l’unico modo per affrontare quest’avventura è assumere l’atteggiamento di chi si appresta a sfogliare un tenebroso thriller o di uno spettatore che per la prima volta assiste alla proiezione di un capolavoro di Hitchcock o Kubrick.

 

                                            

 

Grafica 5

Sonoro 5

Trama 5        

Carisma 5

Rigiocabilità 4

 

TOTALE 4.8 / 5

Freedom Forever

20 gennaio 2012 Nessun commento

Comunicato UFFICIALE di Anonymous a seguito della chiusura di Megaupload da parte del regime totalitario americano.

 

 

Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.

Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela. Questa non è una chiamata allearmi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!
Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.
Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.
Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente.
Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.
Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.
Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti.  Dovevate aspettarvi la nostra reazione.

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Lock and load, our voice will be heard

Halloween is coming

31 ottobre 2011 Nessun commento

Salve creaturine della notte, nonostante nell’italica tradizione la festa di Halloween non venga celebrata, negli ultimi anni il dilagante consumismo e la pulsione illogica ad aderire alle mode a stelle e strisce ha invertito questa tendenza portando sostanzialmente un carnevale anticipato nel nostro paese.

Potrei dilungarmi su questioni etiche, morali e rivangare un ormai smarrito orgoglio/dignità nazionale ma, per stemperare l’amarezza,  preferisco mostrarvi un aspetto artistico e quantomeno godibile di questa festività che non ci appartiene.

Una zucca intagliata raffigurante R2-D2

Il Cavaliero Oscuro con un tocco di arancione

Dedicata a Mark, Luca e Daniele: Dungeons &…

Bert & Ernie di Sesame Street

Una Flaming Pumpkin davvero inquietante! Omaggio secondo me a
“Jack O’Lantern” cattivo della Marvel comics

Una zucca sputafuoco!

“You’re my cherry Pumpkin pie…”

Che dire… una strepitosa Zucca Predatrice!

La morte… Arancione!

Problem?

Una Pumpkin Turret! Non sono in grado di identificarne la provenienza con certezza ma sembra una torretta di Portal.. sbaglio?

Molto “Vulgar Dispay of Power” con un pizzico di “Fistful of Metal”

“Wendy!?!? Sono a casa amore!”

Link! Ci chiediamo dove sia la Master Sword..

Una zucca della fattezze vagamente orchesche non trovate?

Mario & Bowser in uno dei loro “epici” scontri.. risolti sempre da un saltello!

La Pedo-Pumpkin con tanto di dolcetti gratis!ahah geniale

Scommetto che qualche zia da bambino vi ha mischiato i tratti somatici in questo modo… “bello de zia!”

Una zucca molto disinibita

Si commenta da sola

Una zucca Asgardiana

Halloween is coming…

No! Provare no! Fare, o non fare! Non c’è provare!

E per concludere… L’UNICA ZUCCA!


Senza Parole #3

27 ottobre 2011 Nessun commento

 

 

 

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Why So Serious?

26 ottobre 2011 1 commento

Salve a tutti miei introspettivi lettori, ieri sera il mio amico %#@][&$ ha insistito nel sostenere una profonda e tediosa discussione relativa alla questione “amicizia e rapporti interpersonali”.

Col tempo credo che voi abbiate capito quanto io sia poco incline ad affrontare temi seri e tantomeno a mettere a nudo i miei travagli interiori, tuttavia ieri , con l’incedere della discussione sono stato costretto ad affrontare l’argomento cercando di palesare il “Dave Pensiero”.

Vorrei rendervi partecipi delle straordinarie metafore e delle incredibili figure retoriche da me usate, ma per far si che voi lettori possiate fruire pienamente della mia sconfinata saggezza è necessaria una piccola premessa per contestualizzare le mie auree parole:

inizialmente si discuteva del fatto che il nostro antico gruppo di amici si sia irrimediabilmente sfaldato, ed in primis fui io ad essere ostracizzato e messo gradualmente da parte.

La cosa anni fa mi irritò molto e mi spinse ad una feroce autocritica che avrebbe dovuto condurmi ad una sorta di “abiura” delle mie convinzioni e dei miei principi allo scopo di rientrare nelle grazie dei miei amici;  un annullamento della mia indentità per tornar a far parte della cricca… Fortunatamente sono sempre stato tremendamente testardo e orgoglioso e mantenni con fermezza il mio dictat morale finendo dimenticato e marchiato come “non gradito” dai miei vecchi compagni.

Col tempo ho riflettuto e imparato e sublimare la rabbia, ora ragiono razionalmente, ho piena coscienza del mio ruolo e delle mia posizione e ho smesso di cercare qualcosa di errato in me, ho smesso di cercare l’amicizia e l’approvazione, ho semplicemente smesso di interessarmi alla cosa, e funziona più che bene. Ho trovato un perfetto equilibrio, certo magari generato da rassegnazione ed atarassia… ma alla fine non conta il percorso che ho fatto per arrivare a questa pace interiore, conta averla raggiunta.

A tal proposito ecco una metafora da me usata ieri sera per descrivere la mia accettazione del ruolo affidatomi e della serenità acquisita:

 

 

Save_Us.D4v3 scrive:

 io ho capito di essere “un ponte”.

  %#@][&$             scrive:

fra cosa?

Save_Us.D4v3 scrive:

esistono

ci passi sopra

ma non ci rimani per sempre

ormai il traffico è passato

e io sto ancora li

non posso lamentarmi che le macchine se ne siano andate

non è che io non sia abbastanza bello come ponte

è che... sono solo un ponte, non sono una destinazione.

È semplice.

passeranno altre macchine prima o poi

I ponti sono cosi. Non corrono dietro alle macchine. Stanno li, fottutamente fermi e finché c'è traffico sono contenti. Credo. Per quanto contento possa essere un ponte

(questa frase è degna de Douglas Adams me la salvo)

 

 

Anche se mi legassi quattro ruote intorno non diverrei mai una macchina, sarei solo un ponte con quattro ruote appese

 

Più rileggo questa frase più mi compiaccio di me, idealmente mi sono dato sonore pacche sulle spalle e buffetti di approvazione sul mento.

Il blocco tematico 2 riguarda invece la presa di coscienza che questa deriva di amicizie è stata causata da malumori repressi, parole non dette, discorsi agilmente evitati.

Il buon  %#@][&$ sosteneva che se tutti noi avessimo avuto un approccio più sincero e diretto avremmo salvaguardato la nostra amicizia e non avremmo accumulato tossine rimuginando sulle cose sgradite fatte dai nostri compagni.

Riguardo a ciò mi premeva chiarire che io non avessi alcun appunto da fare ai miei amici, nessuna rabbia repressa e nessun discorso lasciato in sospeso.

Io guardo nostalgicamente al passato e mi compiaccio delle gioie vissute senza muovere accuse o sperare che la “golden age” ritorni:

Save_Us.D4v3 scrive:

ma si,   io non ce l’ho con nessuno

non c’è niente da cambiare

alla fine anche se facessimo una riunione strappalacrime di “mea culpa” (oltre a sembrare un raduno di checche) non concluderemmo nulla

le cose non torneranno mai come prima

siamo stati i Take That

ora puoi fare due cose:

chiederti se eri Robbie Williams o uno degli sfigati che nessuno ricorda

o pensare che tutto sommato sia stato un gran bel periodo e guardare avanti

 

Ho impiegato anni per raggiungere questo stato mentale di completo disinteresse e distacco verso le tumultuose relazioni interpersonali. Sono riuscito a metabolizzare il fatto che la nostra identità ha un forte valore, ci definisce, ci rende ciò che siamo, per nessun motivo al mondo dovete andare contro ciò che la mente vi dice; l’approvazione altrui è inebriante, tutti ne abbiamo bisogno, ma se per ottenerla dobbiamo vendere l’anima è meglio restare soli ma soddisfatti di se, è questo ciò che conta davvero.

Non vi sto legittimando a essere degli eremiti scontrosi, vi sto solo dicendo che talvolta non siete voi ad essere sbagliati, ma è la gente a vedervi in modo sbagliato.

Personalmente credo di aver superato anche questa fase, attualmente non mi importa nulla di essere apprezzato, accettato , rispettato o benvoluto, il mio credo è: fate come vi pare nessuna delle vostre decisioni mi tange. È ovvio che io gradisca la compagnia dei miei amici e che apprezzi i momenti trascorsi insieme ma di sicuro non mi struggo se queste situazioni non si verificano. Non mi vogliono intorno? Non mi importa niente, non posso decidere per gli altri, non è colpa mia quindi posso dormire sonni tranquilli.

So che è difficile introiettare questo stile di vita ma credetemi , se vivete una situazione simile con qualcuno cercate semplicemente di razionalizzare: potete riavvolgere il tempo? Modificare il passato? Forzarvi ad accettare cambiamenti drastici e sgraditi? NO. Siate voi stessi, preoccupatevi di ciò che vi piace, vi interessa, non scendete a compromessi. Vivete con distacco e disinteresse, ricordatevi che nessuno è indispensabile (voi compresi) e che la gente, se non trarrà vantaggio dalla vostra presenza, non esiterà a liberarsi di voi, quindi imparate a star bene da soli! E non disperate, non focalizzatevi solo su alcune persone, guardatevi intorno e noterete che tutto sommato c’è chi vi apprezza :D

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Al termine di questo pezzo di raro acume e valore psicologico mi è venuta in mente una considerazione sulla mia persona: Sono a due cicatrici di distanza dal diventare Joker :D

Ho anche tentato di stimare in che perentuale i miei idoli mi abbiano influenzato ma per il momento non sono riuscito a stabilire una quotazione attendibile! Rettificherò in caso di successo !

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Senza Parole #2

25 ottobre 2011 Nessun commento

Il coraggio di un leone.

La forza di un guerriero.

Il sorriso innocente di un bambino.

Il cuore puro.

L’amore per le proprie origini ed il proprio lavoro.

La battuta pronta e la grande forza di volontà.

Vorrei poter elencare tutti i pregi di un grande uomo e di un grande pilota, ma tutto sembra cosi vuoto ed inutile ora.

GLI EROI VIVONO PER SEMPRE. Grazie di tutto Sic

 

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Senza Parole

23 ottobre 2011 Nessun commento

Non so che dire. Sono sconvolto. Quanto è ingiusta sta vitaccia infame.

Sic ti voglio bene sarai sempre nel mio cuore

 

 

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Tangled in a Web, Season 1 Episode 1

19 ottobre 2011 Nessun commento

Salve miei raminghi lettori , tempo fa in occasione delle mia prima recensione videoludica, vi anticipai l’introduzione di un ulteriore nuova rubrica, beh eccoci qui!

“Tangled in a web” titolo ispirato ad una canzone dei Lynch Mob (gruppo heavy metal fondato dall’ex chitarrista dei Dokken, il virtuoso delle sei corde George Lynch), sarà lo spazio dedicato alla segnalazione di siti web di grande interesse, utilità o semplicemente esilaranti.

Quest’oggi vorrei cominciare con un sito che si prefigge uno scopo nobile, serio e sicuramente affascinante: diffondere online la cultura del film brutto! Il nome di questo straordinario portale è ovviamente FilmBrutti.com

Onestamente non ricordo come mi sono imbattuto in questa perla della rete, ma questi baldi giovanotti hanno subito conquistato la mia solidarietà e la mia attenzione, un po’ per il mio background e la  preparazione cinematografica, un po’ perché scorrendo la lista dei titoli da loro recensiti mi sono tristemente accorto di averne guardati davvero parecchi di lungometraggi orripilanti, e quindi mi sono legittimamente sentito depositario della sapienza del brutto cinematografico.

La presentazione che i ragazzi di FilmBrutti.com hanno realizzato sintetizza al massimo il senso profondo della loro missione, l’afflato che li ha spinti alla visione e condivisione di porcherie su pellicola, il loro CREDO:

Toccante, cavalleresco e geniale!

Il sito dispone di numerose sezioni che vi caleranno nel profondo limbo dei più clamorosi fallimenti del grande e piccolo schermo, le nefaste opere sono divise per genere e opportunamente valutate in base al livello di ignominia, davvero un lavoro meticoloso e dettagliato!

Consultare questo sito per passare rancorose serate di sdegno a guardare pessimi film dovrebbe essere una prerogativa per tutti voi, per invogliarvi ulteriormente mi permetto di suggerirvi paio di lungometraggi di rara bellezza che visionai anni fa su consiglio di un mio caro netfriend nonchè consumato cinefilo:

il primo risale al 1987 e si intitola “La croce dalle sette pietre – L’uomo lupo contro la camorra” di cui vi allego un toccante estratto

Il secondo è un titolo più recente che ho apprezzato molto e che mi ha fatto ridere in modo scomposto (sebbene il film fosse presumibilmente uno pseudo horror), il titolo di questa pietra miliare del cinema brutto è “Black Sheep” , e la trama si incentra sulla nascita di una nuova e letale razza: LE PECORE MANNARE! Vi allego un simpatico trailer e svariati poster.

BUONA VISIONE!

e vivissimi complimenti ai ragazzi di FilmBrutti.com!

 

Wonder from Down Under

17 ottobre 2011 Nessun commento

Salve miei derapanti lettori,  è giunto il momento di celebrare il ritorno alla vittoria del “Canguro Mannaro” Casey Stoner, che dopo quattro lunghi anni di assenza dall’albo d’oro si aggiudica il titolo di campione del mondo della Motogp.

Quest’anno l’australiano dagli occhi di ghiaccio è tornato infallibile, implacabile e famelico come ai tempi del mondiale vinto in Ducati, nulla ha potuto il campione uscente Jorge Lorenzo che per tutta la durata del mondiale ha tentato di sostenere il ritmo forsennato di Casey senza però divenire mai una concreta minaccia per le speranze iridate del biondo Hondista.

Moto perfetta e pilota impeccabile, un connubio vincente che ha condotto Stoner a numerose cavalcate solitarie e ad un trionfale epilogo nella “sua” Phillip Island nel giorno del suo ventiseiesimo compleanno!

Il pilota dal cuore tenero, il campione triste della Motogp ha elargito sorrisi raggianti e scene di giubilo in compagnia di babbo e mamma Stoner, della moglie in dolce attesa e del team HRC co-fautore della vittoria.

È stato davvero un piacere assistere a un così straordinario epilogo reso ancora più sublime dalla presenza sul podio degli indomabili Simoncelli e Dovizioso, ormai orgoglio nazionale delle due ruote.

GO CASEY GO!

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It’s time to play the game

13 ottobre 2011 Nessun commento

Per enfatizzare ulteriormente la natura tuttologica di questo blog ho deciso di aprire non una ma ben due nuove fantastiche rubriche! La prima di cui parlerò diffusamente in questo post, era in cantiere da tempo senza tuttavia mai vedere la luce. L’iniziativa a cui mi riferisco è quella di recensire videogiochi in modo semiserio sulle orme del mio sommo e sempiterno maestro Il Raffo.

Ho sempre covato il recondito desiderio di intraprendere la professione del “Recensore Seriale” però nonostante l’input iniziale ho sempre mestamente accantonato i miei propositi anche in virtù del fatto che per recensire un gioco bisogna avere molto tempo, competenza e tanta costanza nell’approfondirne tutti gli aspetti, cosa facile quando il gioco ci piace ma assai tediosa quando il suddetto ci disgusta profondamente :D

Ho quindi optato per una “strategia del disimpegno”, ovvero recensioni snelle, sagaci, irriverenti, ironiche, senza scendere nei tecnicismi e soprattutto evitando per il momento i cosiddetti “AAA Games”.

Ho elaborato un intuitivo metodo di valutazione per potervi ragguagliare sui pregi dei giochi che esaminerò, i criteri sono i seguenti:

Grafica

Sonoro

Trama

Carisma

Rigiocabilità

Non aggiungo descrizioni in quanto credo che i parametri siano decisamente autoesplicativi, il punteggio assegnato ad ogni caratteristica potrà variare da 1 a 5 dove:

1 = Indecoroso

2 = Insufficiente

3 = Sufficiente

4 = Buono

5 = Ottimo

So.. let’s get down to business!

Titolo    ORCS MUST DIE!

Sviluppatori  ROBOT ENTERTAINMENT

Prezzo 10.99 € disponibile su   STEAM e XBOX live

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.Requisiti di sistema

   Sistema operativo Windows Xp/Vista/7           Processore 2Ghz Dual core      Ram 2GB

Scheda Video  NVIDIA GeForce 6800 o ATI Radeon x1950 o migliori con 256MB VRAM

DirectX®: dx90c              5 GB di spazio libero sul vostro HD

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 “Orcs Must Die!” è un adrenalinico action/tower defense  in terza persona realizzato dai ragazzi di “robot entertainment” (già autori di Age Of Empires Online  e Halo Wars  n.d.Dave)  che vi catapulterà nei panni di un giovane apprendista mago-guerriero guascone e scapestrato.

Il plot sebbene non originalissimo è decisamente interessante: nel mondo di OMD! esistono dei cosiddetti rift, portali di potere magico che consentono di viaggiare attraverso le dimensioni. Nel corso dei secoli valorosi guerrieri hanno combattuto per reclamarne il dominio riuscendo nel tempo a edificare fortezze per tutelare l’integrità del portale ed evitare che creature malevole li attraversassero per recare danno al mondo umano. Come si evince facilmente dal titolo, il flagello che ha devastato il proprio mondo e che attraverso i portali spera di ripetere le proprie empie gesta tra gli uomini, sono gli Orchi. Per custodire queste fortezze fu fondato un ordine di maghi guerrieri addestrati all’uso di armi bianche e arti magiche ma soprattutto in grado di disporre letali congegni di morte per impedire alle mostruose ondate di fare breccia.

Nei panni dell’indisciplinato mago-guerriero ci troveremo a respingere schiere di nemici con l’ausilio di armi, oggetti magici e trappole. Nel gioco ci sono circa 20 differenti oggetti selezionabili che combinati in modo fantasioso e posti in luoghi adatti sortiranno effetti a dir poco devastanti sui sanguinari nemici. Le combinazioni e le scelte sono molto varie e ci consentiranno, a seconda della mappa, e delle nostre preferenze, di stabilire molteplici linee difensive. In questo senso il gioco è molto profondo ed offre una meticolosa personalizzazione, potremmo infatti, spendendo dei punti guadagnati in base alle nostre prestazioni, potenziare le nostre trappole in modo da ridurne la ricarica o il costo di impiego,  aumentarne il danno o prolungarne gli effetti.

Oltre a questi upgrade sarà possibile consultare, durante il gioco, dei png che ci offriranno la possibilità di incrementare l’efficacia dei nostri congegni e delle nostre armi: queste formose fanciulle ci mostreranno dei veri e propri skill tree con caratteristiche diametralmente opposte che ci permetteranno di personalizzare ulteriormente il nostro stile di gioco e le nostre strategie.

OMD! di fatto rivoluziona il concetto di tower defense, soppiantando la staticità tipica del genere e implementando una componente action che cala il giocatore in un’azione concitata e divertente. L’ausilio di armi quali la balestra e spada ci consente approcci diversi, contando inoltre su poderosi attacchi secondari in grado di sbaragliare numerosi avversari contemporaneamente.

Nonostante il gioco si svolga interamente in tenebrosi manieri la grafica risulta godibile e curata, lo stile cartoonesco/fumettisco conferisce a questo titolo un’aria scanzonata e piacevole contornata dalle buffe sequenze di intermezzo e dalle spassose affermazioni che il nostro bizzarro protagonista proferirà durate le sue carneficine.

Il dettaglio grafico del nostro personaggio è più che soddisfacente, stesso discorso vale per gli orchi, diversi e ben caratterizzati in varietà e equipaggiamento.

Il comparto audio è davvero ottimo, le musiche armoniose che ci accompagneranno durante i menu di selezione o tra un ondata e l’altra, lasceranno il posto durante l’azione a incalzanti brani dalle sonorità epiche, senza tuttavia mai dimenticare lo spirito buffonesco . I grugniti, le lamentele e le grida degli orchi seppur allarmanti sfoceranno quasi sempre nel comico e lo stesso vale per le frasi pronunciate dalle procaci aiutanti del nostro eroe.

La giocabilità di questo titolo è davvero elevatissima e dopo pochi istanti anche il più sprovveduto dei casual gamers avrà metabolizzato i comandi di gioco, discorso diverso ovviamente sull’efficacia e la disposizione delle trappole che, come in ogni tower defense che si rispetti, necessita di un minimo di criterio e strategia.

A mio modo di vedere l’unico vero difetto di questo titolo è la durata: la campagna infatti può essere completata con 4-5 ore di gioco. Ciò non significa che l’esperienza sia monotona o semplice, tutt’altro, spesso tentare di studiare la miglior disposizione difensiva e la miglior tattica di gioco ci costerà la vita. La sfida proposta da OMD! sarà impegnativa anche a livello medio e, una volta ultimata la campagna, sarà possibile rigiocarla a difficoltà INCUBO in cui dovremmo dar fondo a tutta la nostra astuzia e alle nostre doti battagliere per uscire vincitori.

A voler essere davvero pignoli, un altro piccolo difetto è ravvisabile nel combattimento a lunga distanza: potremmo mirare con la balestra grazie al classico reticolato stile fps/action, che andrà via via ingrandendosi a causa del rinculo col susseguirsi dei colpi, l’aspetto negativo a cui mi riferisco è il fatto che anche al massimo della precisione i dardi della balestra non seguiranno fedelmente la traiettoria da noi impostata.

Encomiabile il grande sforzo creativo di Robot Entertainment che, per rendere affascinante, godibile e interessante OMD! ha persino rilasciato un Prequel sotto forma di fumetto che narra le vicende della pubertà del nostro alter ego digitale, con esilaranti dialoghi e narrazioni dell’anziano maestro.

Per concludere consiglio caldamente a tutti di reperire questo gioco, un piccolo capolavoro di goliardia ed innovazione che di fatto rivitalizza un genere ripetitivo come il tower defense.

Grafica 4

Sonoro 4

Trama 3

Carisma 5

Rigiocabilità 2.5

 

TOTALE 3.7 / 5

Tales From Romics 2011

8 ottobre 2011 Nessun commento

Salve miei inseparabili lettori, in questo post non vi tedierò con i miei scritti ma vi mostrerò bensì straordinari eventi svoltisi nell’undicesima edizione di Romics presso la fiera di Roma. Enjoy!

 

 

NERDVANA Season 1, Episode 1

19 settembre 2011 2 commenti

Un saluto tempestoso ( visto il nubifragio e la mole di fulmini abbattutisi la scorsa notte su Roma) a tutti i miei eterei lettori, dopo una faticosa ma divertente giornata trascorsa a vagabondare per la mia città assieme a tre amici, ho deciso, per la vostra gioia,  di inaugurare una nuova rubrica!

“Di cosa si tratta direte voi?” Beh il titolo è come dire… self explanatory (è strabiliante come la lingua inglese riesca a concentrare intere frasi di senso compiuto in un sintagma!), ho ritenuto di fare cose gradita informando il mio sparuto pubblico su eventi fieristici e manifestazioni culturali inerenti la sempiterna arte della lettura e delle arti visive.

Questa prima e gloriosa puntata si occuperà di una manifestazione immancabile per gli appassionati di fumetti, manga e letteratura fantasy, un evento unico giunto all’undicesima edizione, un polo di interesse nazionale e di grandissimo fascino e rilievo internazionale: sto ovviamente parlando di Romics.

Romics è una rassegna internazionale sul fumetto e l’animazione organizzata da Fiera di Roma e da Castelli Animati, festival internazionale del cinema di animazione.

Si svolge ogni anno nel mese di ottobre presso la Nuova Fiera di Roma, il quartiere fieristico situato sulla via Portuense. La manifestazione si pone come punto di riferimento di attività culturali e professionali, oltre che luogo di incontro degli appassionati e dei collezionisti del settore. Nel programma sono numerosi gli incontri con gli autori, i dibattiti, le proiezioni.

Ogni anno all’interno della manifestazione è possibile partecipare e assistere a:

  • Romics d’OroPremio dedicato ai grandi maestri del fumetto internazionale
  • Gran Galà del Doppiaggio - Festa dedicata al mondo del doppiaggio dell’animazione, con premi assegnati per categoria in base ai voti di una giuria composta da professionisti del settore e da quelli ottenuti via web dai siti autorizzati.
  • Mercato internazionale dell’immagine animata – Un’area dedicata all’incontro tra le aziende ed i professionisti nell’ambito dei contenuti digitali animati per la tv, il cinema e l’ICT.
  • Università del Fumetto e dell’animazione - L’iniziativa Università del Fumetto e dell’animazione, realizzata in collaborazione con le Facoltà di Scienze della Comunicazione e Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza e con le Università di Lecce, di Salerno e lo IULM di Milano, pone l’accento sulla valenza culturale del fenomeno.
  • Sfilata Cosplay – La sfilata è realizzata in collaborazione con l’emittente televisiva giapponese Aichi Television di Nagoya, durante questo evento vengono selezionati i partecipanti italiani del World Cosplay Summit
  • Officina del fumetto - Serie di incontri di formazione con autori ed esperti a tutti i livelli.

Caldeggio fortemente la vostra partecipazione in quanto, potrete acquistare gadget, libri, fumetti , audiovisivi introvabili in altre sedi, potrete incontrare persone vestite con costumi bizzarri, far loro delle foto e magari farvi fotografare con loro, assistere a proiezioni, dibattiti, giochi di ruolo dal vivo, visitare l’area inerente i videogames… insomma soddisfare ogni vostra curiosità e magari dar libero sfogo al vostro fanciullo interiore che durante il resto dell’anno resta schiacciato dal peso della routine, assopito negli oscuri meandri della mente.

Vi allego di seguito alcune informazioni utili reperite sul Sito Ufficiale

Programma

Biglietteria

Come Arrivare

Mi auguro che accorriate numerosi, ricordandovi un celeberrimo adagio latino che recita Semel in anno licet insanire” ,tradotta letteralmente  “una volta all’anno è lecito impazzire”, non esitate quindi, godetevi una giornata diversa ricca di risate, arte, cultura e perché no incontri interessanti!

Romics 2011

A tea for two

13 settembre 2011 2 commenti

Salve a voi miei italici lettori, in questo travagliato momento storico in cui il dio denaro sembra aver spodestato il buon senso e la ragione,  anche un monarca inglese sembra aver subito il fascino oscuro della modernizzazione.

No non sto parlando della famiglia reale, ma bensì di un marchio britannico pluricentenario e famoso nel mondo: La Twinings.

Dall’aprile scorso la storica azienda fondata nel 1706 da Thomas Twining, ha effettuato un cambiamento epocale che ha lasciato a dir poco indignati milioni di consumatori, in particolare quelli residenti in terra d’albione, che si sono mobilitati su social network, pagine web e soprattutto con un massiccio invio di missive polemiche per palesare il loro disappunto.

“Cosa sarà mai accaduto di tanto grave?” vi chiederete voi, semplice: la Twinings a seguito di recenti indagini di mercato ha deciso di modificare la ricetta della celeberrima miscela “Earl Grey”,  un vero e proprio affronto alla tradizione e allo stile di vita inglese.

I giudizi sulle proprietà organolettiche della nuova bevanda sono tutt’altro che incoraggianti: «Sembra di bere un prodotto per lavare i piatti» Sentenzia lapidario un consumatore, «Non posso descrivere quanto sia orribile questo nuovo té. Sa di acqua sporca» tuona un altro, insomma per una volta l’esigente popolo inglese che tanto ama il gossip, la polemica, la contraddizione è d’accordo sul condannare la scelta di mercato della Twinings, e del resto come biasimarli? Da accanito bevitore di tè quale sono, e grande amante/sostenitore/appassionato del marchio Twinings mi sento assolutamente in sintonia col pensiero del consumatore britannico, sorseggiare una tazza di Earl Grey era per me un momento sacrale della giornata, una parentesi di meditazione e degustazione.

In Inghilterra è  scoppiata una vera e propria psicosi da Earl Grey,  su molti social network, oltre alle pagine e ai post accorati che incitano la casa produttrice a ritornare alla vecchia ricetta, sono riportate giornalmente informazioni sui supermercati che ancora hanno a disposizione il vecchio prodotto.

Il mondo ci riserva spesso sgradite sorprese, se un istituzione, anzi quasi uno stereotipo inglese  come il tè viene meno, sorge spontaneo chiedersi quando i nostri pizzaioli metteranno l’ananas sulla pizza…

…IT’S A MAD WORLD…

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Articolo Corriere della Sera

LoveBoat

4 settembre 2011 1 commento

*Salve gente, pubblico con colpevole ritardo questo intervento a causa di inconvenienti di varia natura. I fatti in esso descritti non sono relativi alla giornata di oggi (come potrete evincere dalla premessa) ma bensi ad una assolata ed afosa gioranta di fine Agosto…

Un saluto agostanto-quasi-settembrile a tutti i miei immaginari lettori. Quest’oggi mentre consumavo un pasto frugale (panino con once di mortadella) ho per caso visto uno spot televisivo alquanto bizzarro che ha innescato in me una serie di reazioni e ragionamenti piuttosto macabri.

Lo spot in questione è quello della Findus, immaginate una barca a vela che solca i mari al tramonto, d’un tratto il clima sembra cambiare e una voce infantile elogia gli insegnamenti del capitano che ha preparato la ciurma a tali evenienze; raffiche di vento incalzano, e l’equipaggio, composto INTERAMENTE da bambini compare da sottocoperta occupandosi delle opportune manovre. D’un tratto viene inquadrato un uomo irsuto, sulla quarantina andante che osserva severo e immobile i bambini ed il loro incessante movimento.

La mia prima osservazione è stata: “Ok questo è uno spot sullo schiavismo, cavolo sembra Amistad versione Under 12i!”. Dopo qualche istante però mi sono soffermato sul fatto che il capitano fosse l’unico adulto in mezzo ad una pletora di pargoli che eseguono tempestivamente TUTTI i suoi ordini…  in mezzo al mare, da soli… la mia straripante fantasia ha immediatamente immaginato la poppa della nave sulla quale è inciso a caratteri cubitali il nome “Pedoboat” e sull’albero maestro troneggia, frustata dal vento,la  bandiera pirata col simbolo del Pedobear. Ovviamente questa riflessione mi ha fatto ghignare selvaggiamente come Matley, il cane dei cartoni (se non sapete di cosa sto parlando googlatelo immediatamente e maledicete la vostra mesta infanzia).

Subito dopo però mi sono ricordato di una conversazione fatta a cena con i miei genitori: tutti insieme all’unisono abbiamo palesato la nostra impressione che i bastoncini Findus fossero molto più sottili rispetto al passato e dall’euforia da humor nero sono stato dirottato all’irrefrenabile pulsione di condividere con tutti voi questa notizia gastronomica.

Sarei molto lieto di leggere i vostri pareri, sia in tema Pedoboat ma soprattutto riguardo allo spessore dei bastoncini! Commentate numerosi miei adorati minions!

Categorie:Euforia Paradossa Tag:

Italy in Chains

2 settembre 2011 6 commenti

Salve a voi miei indignati lettori, navigando sulla rete mi sono imbattuto in numerosi interventi faziosi, demagogici e mal strutturati riguardo la legge Levi, o piu comunemente “Legge Anti-Amazon” l’ennesimo bavaglio socio-economico che questa Repubblica Delle Banane ha imposto come un giogo su noi poveri cittadini.

Ho pensato di confutare punto per punto le affermazioni di un post in cui mi sono imbattuto ieri sera. Qui potete trovare l’intervento originale , e di seguito la mia risposta. Buona lettura!

Senza offesa ma questo intervento mi sembra un po’ impreciso e fazioso…
Mi spiego:

1) Iniziamo con una semplice operazione matematica: 20 euro (il prezzo MEDIO di copertina di un libro) 20€ -40% di sconto= 12€ ora invece sarà 20€ -15% di sconto=17€. Cinque euro di differenza, non due come hai minimizzato nel tuo post. In che modo aumentare il prezzo del libro non contribuisce alla mercificazione del bene? Abbattere il libero mercato e lasciare l’iniziativa esclusivamente alle grandi case editrici ( le sole che ancora potranno applicare a loro piacimento sconti fino al 25%) non ha proprio nulla di sociale e di sicuro non ha il benché minimo intento di diffondere la cultura o tutelare il consumatore, semmai tutela le tasche degli imprenditori (che novità eh?).

2) Per suffragare la legittimità della manovra hai citato Francia e Germania quali paesi che già hanno adottato provvedimenti simili… (per essere esatti in Germania non sono ammessi sconti ed in Francia il tetto massimo è il 5%) ciò non significa che sia un provvedimento giusto o popolare. Per citare una controparte MOLTO illustre potrei dire che in Inghilterra non esiste alcuni limite agli sconti sui libri.

3) È un provvedimento alquanto anacronistico il tentare di arginare l’e-commerce e lo sviluppo tecnologico.

4) Questa legge non tutela affatto tutte le PICCOLE case editrici, alcune di esse infatti si sono mosse per prime contro questo provvedimento anticostituzionale (molti editori minori vivono di fiere ed eventi nei quali possono applicare forti sconti e di vendite online); in questo modo si tutela esclusivamente la grande distribuzione cancellando dal mercato l’editoria indipendente e avvantaggiando una lobby incarnata nelle due maggiori case editrici ovvero Feltrinelli, da sempre vicina alla sinistra, e Mondadori di proprietà della famiglia Berlusconi.

5) A risentirne non saranno soltanto i privati cittadini ma anche le biblioteche che, oltre ai tagli statali dovranno affrontare il tetto massimo di sconto del 20%, contro il precedente 25-30%. Stefano Parise, presidente dell’Associazione italiana biblioteche, Aib, ha denunciato la preoccupante situazione: “Solo nel polo che dirigo, Fondazione Per Leggere, Biblioteche Sud Ovest Milano, ho stimato che potremmo acquistare, e quindi offrire ai nostri utenti, 3.500 libri in meno all’anno”.

6) Questo provvedimento di fatto “inibisce la libertà di ogni editore/libreria di fiutare il proprio mercato di riferimento e inventarsi strategie diverse a seconda del profilo dei suoi lettori/clienti.” Cit. Alberto Mingardi, Direttore Generale dell’Istituto Bruno Leoni.

7) Per quanto riguarda la componente sociale sono lieto di comunicare che l’articolo 41 della nostra Costituzione garantisce “la libertà di iniziativa privata, la quale può essere indirizzata e coordinata dal legislatore per fini sociali, i quali sono da intendersi come “inerenti a quei settori in cui, data la particolarità o la scarsità del bene, un regime di libero mercato non riuscirebbe a garantire un’esistenza dignitosa a tutti i cittadini.”. Ora, per quanto io sia un accanito lettore, e faccia un largo uso di metafore, credo che nessuno fino ad oggi abbia letteralmente “divorato un libro”. Si beh scusate se sono antiquato ma io considero SOLO cibo e bevande come beni di prima necessità… sarò strano io?
Il libro è un bene di uso comune, non vitale ne limitato: quindi, sarebbe più che logico lasciare che sia il mercato, e non lo stato, a dettare le leggi. Amazon è stato lanciato in Italia nel novembre 2010, offrendo ai clienti una vastissima scelta di libri (in italiano, ma anche in lingua straniera) a prezzi scontati, consegnati celermente (di solito entro 4-5 giorni dall’ordine) e con spedizione gratuita per acquisti superiori a 19 euro; un chiaro incentivo non solo per i lettori abituali, ma anche uno stimolo per chi non è solito leggere, un modo per gli studenti di risparmiare sugli esosi libri universitari, uno straordinario strumento di diffusione culturale. Alberto Mingardi, Direttore Generale dell’ Istituto Bruno Leoni, ha scritto “non siamo sicuri che l’Italia abbia il giusto numero di editori, o il giusto numero di distributori. Siamo sicuri che non abbia il giusto numero di lettori, che dovrebbero essere di più.” Questo provvedimento inerente il prezzo dei libri, favorendo le esigenze di pochi a discapito di molti, di sicuro non contribuirà alla realizzazione di questo nobile proposito.

Cosa abbiamo appreso da questo intervento? Beh in primis che so fare un sapiente uso del grasseto/maiuscolo per enfatizzare i temi a me cari e dare un taglio ben preciso ai post (meglio di molta altra gente oserei dire)[Oh grazie Davepool!] (i’ve got yout back Jack), secondo: in periodo di recessione, questa legge toglierà soldi dalle nostre tasche e rimpinguerà le finanze dei grandi imprenditori del settore librario (almeno cosi credono loro, io personalmente sospetto che le vendite di libri coleranno a picco). Del resto niente di nuovo sotto al sole, questo non è nient’altro che un avvertimento mafioso a tutte le giovani imprese che tentano di immettersi in un mercato fortemente politicizzato che non accetta la libera concorrenza ma bensì tutela ad ogni costo il monopolio delle imprese storicamente sotto l’ala protettrice degli avidi politicanti.

In chiusura vorrei dedicare al nostro caro (si, intendo in senso economico ovviamente) governo due perle di rara bellezza: per cominciare un evergreen di Corrado Guzzanti:

LEGAMI
Ci sono legami tra la mafia e la politica?
Chi può dirlo? È difficile penetrare nei secoli di omertà.
Possiamo fidarci di uomini addestrati al crimine, addestrati a mentire a se stessi e agli altri?
Ci sono legami tra la mafia e la politica?
È difficile dirlo sulla base di documenti sparsi, spariti, oscurati,
passati di mano in mano, di toga in toga.
Ci sono legami tra la mafia e la politica?
È difficile dirlo,
PRIMA BISOGNEREBBE RIUSCIRE A STACCARLE!

E per concludere un audiovisivo dal profondo significato, con la speranza di vedere questo strabiliante spettacolo pirotecnico sorgere da Palazzo Chigi il prima possibile:



Freedom Forever
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Love is in the air

29 agosto 2011 1 commento

26/8/2011 ore 21.50 Casa di Mark, Interno Notte


Mark è seduto alla sua scrivania, digita qualcosa sul suo iPod opportunamente inserito nel Dock. Dopo qualche istante le note di “Every Rose has its Thorn” dei Poison riempiono la stanza.

Mark si volta con aria soddisfatta verso Dave mimando il gesto dell’accendino per accompagnare le soavi note della canzone.

Dave annuisce ondeggiando il capo. Dopo qualche istante i due intonano timidamente le parole della canzone fino al sopraggiungere dell’assolo accolto da entrambi con entusiasmo e ampi cenni di approvazione.

Dave a questo punto con aria preoccupata e disgustata dice:


Dave: “Le cose so due: o cambi canzone o a breve questo potrebbe diventare un momento Brokeback Mountain.”

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*La mia naturale propensione a produrre battute di cotale calibro ancora mi stupisce e conforta.

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Real Estate

8 giugno 2011 Nessun commento

Mercoledi 8 Giugno 2011,casa di Mark, interno, notte

Mark è seduto sul divano e boccheggia per il caldo, Dave è davanti allo schermo del pc, digita pigramente qualcosa sulla tastiera:

Mark: “C’ho paura a chiedertelo ma… che stai a fa?”

Dave : “Leggo.”

Mark : “Cosa?”

Dave : “Un sito.”

Mark: “Porno?”

Dave: “No.”

Mark: (deluso) “E che sito è?”

Dave: “Astegiudiziarie.it”

Mark: “A S T E giudiziarie…? Sicuro che non sia porno? Dal nome sembra…”

Dave: “Asta nel senso auction non asta nel senso nerchia! Comunque vendono roba sequestrata a tipi inadempienti, criminali, camorristi, truffatori sta gente qui…”

Mark sbuffa e annuisce

Dave: “senti qua  -si schiarisce la voce- Complesso monumentale “Real Sito di Carditello”, realizzato nel 1784 da Ferdinando IV di Borbone bla bla bla su quattro livelli bla bla bla 8 torri bla bla bla munito di decorazioni ed affreschi sito in San Tammaro [come Tony Tammaro ndDave] CAP 81050… prezzo. VENTI MILIONI DI EURO!!!!”

Mark: “stoca**o”

Dave: “…dici che accettano ricariche postepay?”

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Se a qualcuno particolarmente facoltoso interessasse ecco una foto dell’immobile

Il VERO Olocausto

31 maggio 2011 Nessun commento

Urss, 20 milioni di morti,
Cina, 65 milioni di morti,
Vietnam, 1 milione di morti,
Corea del Nord, 2 milioni di morti,
Cambogia, 2 milioni di morti,
Europa dell’Est, 1 milione di morti,
America Latina, 150.000 morti,
Africa, 1 milione 700.000 morti,
Afghanistan, 1 milione 500.000 morti,
movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10.000 morti.
Il totale si avvicina ai 100 milioni di morti.

TRATTO DA: Libro nero del Comunismo, di Stéphane Courtois.

Mi domando come mai queste cose le omettano sui banchi di scuola….

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L’ULTIMO AMICO VA VIA

26 maggio 2011 Nessun commento

Salve miei accaldati lettori, con questo breve intervento vorrei celebrare la straordinaria carriera e la genialità di un uomo, Raffale Sogni meglio noto come “Il Raffo”, che , con la sua simpatia, la sua competenza, professionalità e last but not least, il suo genuino maschilismo videoludico mi ha tenuto compagnia per oltre una decade dalle pagine di The Games Machine, la miglior rivista italiana in fatto di videogames su piattaforma PC, nonché la mia pubblicazione mensile preferita.

Ho appreso dall’ultimo numero di TGM (273 ndr.) che il mio redattore preferito ha optato per una carriera diversa lasciando dopo ben 19 anni il mondo dei videogames.

Onestamente la notizia mi ha devastato, non fatico ad ammettere che il Raffo era un buon 50% dei motivi per cui leggevo TGM, per il suo modo di sdrammatizzare le cose, la sua simpatia, la sua sincerità disarmante nel recensire i giochi (soprattutto quelli orrendi), la sua proprietà lessicale che senza dubbio mi ha plasmato e migliorato, e soprattutto per l’euforia e la comicità straripante del “Raffo senti qua”, storica rubrica epistolare.

Come dicono in terra d’Albione “all good things come to an end” (o se l’è inventato Nelly Furtado?), quindi con la morte nel cuore non mi resta che ingerire il boccone amaro e ricordare per sempre con affetto, nostalgia ed orgoglio il periodo passato sfogliando TGM per regalarmi qualche minuto di spensieratezza e sorrisi grazie all’inesauribile vena creativa e al carisma del Raffo.

Spero che il mio eroe, poeta vate, maestro di goliardia e passione videoludica possa avere un nuovo percorso lavorativo eccitante e ricco di soddisfazioni, e che un giorno possa, come da anni auspicato, diventare “PRESIDENTE DEL MONDO”.

Grazie di tutto Raffo, sei stato un icona, un punto di riferimento ed un amico, (grazie per aver  pubblicato un paio di mie missive deliranti).

Con tutto il cuore,

Un tuo discepolo e accanito fan… per sempre!

LONG LIVE RAFFO!



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Paint It Red

28 marzo 2011 Nessun commento

Salve miei cari lettori, purtroppo in questi giorni sono avvenuti molti fatti tragici e nefasti nel mondo, ho lottato con me stesso perché la pulsione di palesare il mio disappunto e la mia tristezza era forte, ma alla fine ho capito che questo blog per me è una valvola di sfogo, un luogo di evasione e che su queste pagine virtuali non c’è spazio per le brutture del mondo. Mi concentrerò esclusivamente su argomenti frivoli , concedetemi però un istante per piangere la catastrofe in Giappone e augurare una pronta rinascita al paese del sol levante che tanto mi affascina.

Gli argomenti che vorrei trattare nell’immediato sono molti, scelgo tuttavia di cominciare parlando di una questione ben nota e cara a tutti: Valentino Rossi in Ducati.

Premetto che non sono mai stato un tifoso di Rossi, anzi ero fra i suoi detrattori. Fin da bambino i miei idoli delle due ruote erano Mick Doohan, Max Biaggi, Troy Bayliss (The Wonder from Down Under, Il Derapatore folle, grazie a lui ho conosciuto e amato follemente la Superbike) e ovviamente il Canguro Mannaro Casey Stoner (ci sarebbero anche Super Sic e Dovi che ai tempi della due e mezzo mi hanno tenuto incollato allo schermo letteralmente estasiato).

Da bravo Ducatista incallito ho sempre desiderato vedere un pilota italiano competitivo salire in sella alla rossa più bella e grintosa del mondo, si beh non sto dimenticando l’esperienza di Capirex o la sfortunata parentesi di Macho Melandri, però attenendoci ai fatti e tralasciando la stima imperitura per Loris, bisogna ammettere che l’unico in grado di domare i cavalli selvaggi della rossa di Borgo Panigale è stato il biondissimo australiano Casey Stoner.

Detto questo andiamo al sodo: GP del Qatar, Rossi settimo dietro a 4 Honda (Le tre ufficiali di Stoner, Pedrosa e Dovi e la clienti di Super Sic) e 2 Yamaha (Lorenzo e Spies). Guardando freddamente il piazzamento potremmo parlare di una disfatta ma io sono di ben altro avviso. La Desmosedici è per antonomasia una moto estremamente complessa da guidare, poco versatile e sono certo che nessuno al mondo avrebbe potuto instaurare un feeling con la rossa alla prima uscita stagionale, men che meno un Rossi ancora fortemente limitato dal grave infortunio alla spalla.

Di sicuro emerge uno strapotere della Honda, moto da sempre avveniristica e competitiva che inoltre può vantare un parco piloti straordinario e la certezza che Yamaha con i suoi centauri darà battaglia fino all’ultima gara.

Detto cosi  la “povera” Ducati sembra relegata ad un ruolo di secondo piano, vuoi per le beghe tecniche, vuoi per l’infortunio di Rossi, vuoi perché Hayden onestamente è (ed è SEMPRE stato) un oggetto misterioso del motociclismo.

Ma cerchiamo di ricordare: chi perfezionò e sviluppò la Honda rendendola la meraviglia su due ruote che è ora? Chi instillò nuova linfa in una Yamaha da tempo digiuna di vittorie? Valentino Rossi of course! Questo mi fa ben sperare perché nonostante i palesi problemi della Desmosedici, per altro ammessi dall’ingegner Preziosi, che non ha esitato a definire la moto “Fisica e poco intuitiva”, Rossi ha già iniziato a plasmare la capricciosa due ruote a suo piacimento, utilizzando tra l’altro alcune configurazioni sviluppate da Casey Stoner cosa mai riuscita ai suoi illustri predecessori.

Ovviamente i problemi permangono: telaio da rivedere, erogazione della potenza troppo violenta, il classico “sgondolamento” in uscita di curva/staccata… chi più ne ha più ne metta, però riflettiamo: in passato la Ducati puntava tutto sulle intuizioni e sulla guida estrema del Canguro Mannaro trascurando uno sviluppo in grado di fornire a tutto il team un mezzo competitivo (Il gap tra l’australiano ed i compagni di squadra era sempre netto ed imbarazzante), con l’approdo di Rossi, un pilota/collaudatore molto esperto, è auspicabile una svolta in tempi non eccessivamente lunghi proprio come accadde alla spenta Yamaha; insomma un giovamento per il futuro immediato e per gli anni a venire.

Amici Ducatisti dobbiamo avere pazienza e sperare che Rossi si confermi ai livelli che tutti conosciamo (e che magari Hayden venga silurato nel prossimo futuro), nel frattempo io continuerò a seguire con ammirazione l’australiano dagli occhi di ghiaccio primeggiare sulla sua nuova moto (anche perché da anni sono il fiero possessore di una felpa del team Repsol Honda, acquistata ai tempi di Max Biaggi, e grazie a Dio la livrea della moto è praticamente invariata… quindi potrò farne spavaldamente sfoggio) sperando che i nostri connazionali Dovi e Super Sic possano definitivamente fare il salto di qualità verso l’olimpo di questa disciplina e magari riproporci qualche duello avvincente come ai tempi d’oro del trio Biaggi – Rossi – Capirossi!!!

Motociclisticamente Vostro,

Dave.

*(Il titolo è un duplice omaggio, chiunque riuscirà a decodificarlo vincerà un boomerang che non torna indietro)

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The Brain Washing Theory

19 dicembre 2010 1 commento

Un saluto caloroso (visto il clima siberiano che sta flagellando Roma in questi giorni) a tutti i miei fedeli lettori. Mi ero ripromesso di non parlare di politica in questo blog tuttavia gli avvenimenti del recente passato e le considerazioni assai discutibili di persone ieri sera, mi hanno persuaso ad accennare un paio di mie opinioni in materia “informazione imparziale/giornalismo/libero pensiero”.

Confesso di aver sempre avuto grosse, anzi enormi difficoltà a relazionarmi con i “GiovaniComunistiIndottrinati&Testardi” perché in genere questi individui sono molto restii ad instaurare un dialogo e preferiscono riempirsi la bocca con demagogia da discount ed arcaismi vari. Da tempo infatti ho deciso di cessare le conversazioni a sfondo sociopolitico con i miei amici in quanto sono l’unico ad avere una visione del mondo depoliticizzata, e credetemi è alquanto frustrante cercare di spiegare ad una persona che maturare una propria opinione è molto più “salutare” che aderire passivamente ai “belati del gregge”.

Grazie al cielo ci sono persone politicamente schierate che nonostante tutto riescono a mantenere una certa obbiettività (tipo Valerio [a volte]) e questo riaccende in me un barlume di speranza, ma la stragrande maggioranza dei miei conoscenti ragiona per luoghi comuni, per sentito dire, per spirito di contraddizione o molto più banalmente (e tristemente) per semplice indottrinamento o adesione incondizionata alla massa.

Non voglio commentare i tumulti che hanno causato 20mln di euro di danni alla mia bella città, non voglio contestare i motivi della manifestazione e ovviamente non ho la minima intenzione di schierarmi a baluardo di questo governo indecoroso ma concedetemi questo: a mio modo di vedere non si è svolta nessuna manifestazione, quello a cui IO ho assistito è guerriglia urbana.

Certo, c’erano persone che avevano l’intento di protestare in maniera costruttiva non lo metto in dubbio, ma erano una goccia nell’oceano. Sfondare i vetri dei negozi con pali d’acciaio a mo di ariete, incendiare automobili e danneggiare le infrastrutture urbane non è ne costruttivo ne intelligente.

Poi ovviamente non poteva mancare il solito vittimismo dei sinistroidi che ormai rasenta il ridicolo: “non è colpa dei black bloc, i tumulti sono stati fomentati da poliziotti infiltrati, abbiamo le immagini!!!!”… e cosa si viene a scoprire? Che il cosiddetto “infiltrato” era un ragazzino di 16 anni che aveva SOTRRATTO manette e manganello ad un finanziere dopo averlo picchiato con un pala. E dulcis in fundo, il suddetto fanciullo è figlio di un militante di estrema sinistra… in gergo videoludico direi “GG”.

La cosa che mi infastidisce è che quando queste scene di ordinaria follia vengono accostate a manifestazione calcistiche tutti condannano la violenza degli ultras e la corruzione che permea il mondo del calcio, quando queste manifestazioni di violenza e pura devastazione si svolgono in nome della bandiera rossa i criminali diventano crociati e feriti diventano martiri.

Sentire la gente condannare la “violenza della polizia” mi fa davvero sorgere un sorriso amaro in volto… sono l’unico ad aver visto centinaia di persone mascherate e bardate che brandivano armi e gridavano alla polizia “Venite!!” con ampi cenni di sfida? Invece di correre a tutelare i criminali pensiamo che qualcuno di quegli agenti poteva essere un ragazzo catapultato nel mezzo di una guerra civile costretto a fronteggiare facinorosi armati con corpi contundenti e chiediamoci “Io cosa avrei fatto?”. Ve lo dico io: sareste scappati come dannati conigli perché dietro lo schermo di un pc o in mezzo gli amici siamo tutti leoni, ma la realtà non è fatta di commenti su youtube e post su facebook.

Forse lo dico perché ho parecchi amici che hanno intrapreso la carriera militare e che tutt’ora servono nell’arma o sono in polizia, e immaginarli nel bel mezzo degli scontri mi angoscia molto e, conoscendo la loro natura, sono certo che non siano pazzi belligeranti ma ragazzi comuni che indossano una divisa per vivere.

Certo esiste il marcio in ogni agglomerato sociale, e le istituzioni non sono esenti da questa corruzione ma generalizzare non è mai segno di intelligenza e maturità.

Poi per citare un mio amico (Ürelio), questi scontri e le successive polemiche rischiano di far passare in secondo piano il vero motivo del disagio, ovvero la conferma di questo pessimo governo.

La cosa che mi ha molto infastidito è stata una frase, una sorta di apologia in favore di Michele Santoro pronunciata in risposta alla mia considerazione “Santoro è l’Emilio Fede di rai 3”, qualcosa che faceva più o meno cosi “Fede è un servo, Santoro è un rivoluzionario, un ribelle, un grande!!”

A mio modo di vedere la disinformazione non conosce ne eroi ne bandiere. PUNTO. Fede è un servo del potere che si prostra per difendere il proprio datore di lavoro in modo squallido e servile, enuncia le notizie in modo politicizzato e fuorviante. Santoro  è arrogante, presuntuoso, si circonda di un pubblico indottrinato, invita ospiti della fazione opposta interrompendoli continuamente,alzando la voce, facendosi beffe di loro forte dei “buu” pilotati del pubblico e della situazione di minoranza (visto che ad un ospite della fazione opposta corrispondono 2-3 che suffragano le idee di Santoro) ed ha una visione del mondo indiscutibilmente politicizzata. Dove sta la differenza? Uno sostiene Berlusconi, uno lo attacca senza tregua… tutti portando dati faziosi per sostenere le loro ipotesi. Ve la dico io la differenza: uno dice quello che volete sentire l’altro no, quindi uno è buono e l’altro e cattivo. È cosi che alcune persone ragionano, non hanno MAI avuto una propria visione del mondo, si sono appropriati di quella che gli è piombata addosso come retaggio di famiglia o a cui hanno aderito per moda ai tempi del liceo.

Io ho smesso da anni di guardare il telegiornale o comprare i quotidiani; voglio sapere cosa succede nel mondo? Accedo ad internet e vado su www.ansa.it. Informazione imparziale, solo notizie, dichiarazioni riportate freddamente senza alcun taglio giornalistico. È cosi che mi piace il mondo, senza che qualcuno mi dica cosa pensare, senza che qualche despota mi dica cosa sia giusto o sbagliato.

Certo quando guardo le partite del Milan metto il commento di Mauro Suma, ma almeno io ammetto che lo faccio per sentir parlare un tifoso come me che dice quello che voglio sentire e che riesce a fomentare il mio animo.

Purtroppo è difficile sradicare i residui di ideologie fallaci ultracentenarie dalla testa delle persone, non tutti posseggono una profondità storica e la razionalità per distaccarsi da una visione del mondo filtrata dal partito, alla gente fa comodo rivangare concetti anacronistici ed appellarsi a teorie mendaci solo perché hanno resistito al logorio degli anni… la cosa difficile è guardare avanti, proporre soluzioni nuove ed efficaci e pensare ad un mondo in continua innovazione non che si richiuda su se stesso.

Imparzialmente vostro,

Dave

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Anarchy Burger

28 novembre 2010 Nessun commento

Salve creaturine della notte, in questo nuovo intervento mi prefiggo lo scopo di discutere di un tema annoso che mi tormenta da anni: Quale panino portereste con voi su un isola deserta?

So che i vostri neuroni stanno cozzando confusamente e che il vostro cervello sta elaborando la risposta ma, credetemi… non esiste una risposta sensata a questa domanda! Perché? Beh semplicemente perché la questione è mal posta!!!

Vi starete chiedendo “Se è mal posta perché non l’hai corretta??” innanzi tutto state calmini, secondo perché fino a qualche tempo fa non sapevo che fosse ontologicamente errata e mi arrovellavo esattamente come voi nel trovare una soluzione. Quindi io mi sono tormentato per anni, voi per circa cinque secondi perciò poche polemiche e basso profilo!

Bon, esaminiamo razionalmente la domanda “Quale panino portereste con voi su un isola deserta?”. Lo vedete? Capite la pecca? O se vogliamo la genialità della prima persona ad aver mai sollevato questo scottante interrogativo? Scommetto di no, ma non è colpa vostra, è un raffinatissimo artificio psicologico… nell’immaginario collettivo il termine “isola deserta” evoca paesaggi caraibici, spiagge bianche e assolate, mare limpido e guizzanti banchi di variopinti pesciolini che vi nuotano attorno mentre fate il bagno.

Il nostro cervello per dirla in “nerdese” è settato di default su questo paesaggio paradisiaco, vuoi perché ci siamo sorbiti Pirati dei Caraibi in tutte le salse, vuoi perché abbiamo letto il Signore delle Mosche di Golding, vuoi perché qualcuno di noi ha guardato l’isola dei famosi (in questo caso spero che vi sia venuto un cagotto sonico e la vostra tv abbia preso coscienza [tipo Skynet] e abbia volontariamente cambiato canale) vuoi perché il sogno latente di ogni fancazzista cronico o di qualsiasi impiegato oberato di lavoro è stravaccarsi al sole delle Maldive con le onde che ci lambiscono i piedi, una Pinha Colada ghiacciata servita in una noce di cocco in mano e una ragazza avvenente, disinibita e molto poco vestita che ci fa cenni ammiccanti sorseggiando sensualmente il suo drink.

Ora è evidente che il fattore determinate per rispondere con raziocinio a questa domanda è rappresentato dalla collocazione geografica e dalle condizioni meteorologiche della suddetta isola. Ovvio no? Forte di questa scoperta epocale vado ad esplicare le mie preferenze:

Se l’isola fosse brulla, popolata solo da alti ed acuminati speroni di roccia, sferzata da un vento caldo che porta con se banchi di sabbia rossastra il panino che porterei con me sarebbe: ciabattina con cotoletta alla milanese, un pizzico di sale, una spruzzatina di limone e mayonese.

Se l’isola fosse innevata, con distese ghiacciate a perdita d’occhio, turbini di nevischio che imperversano e sovrastata da imperiosi ghiacciai il panino che porterei con me sarebbe: Ciabattina bella croccante appena sfornata con salsiccia, cipolla tritata, ketchup, maionese e formaggio Emmental fuso.

Se l’isola fosse desertica, con ampie dune di sabbia, piccole oasi con palme alte dieci metri incurvate dal vento il panino che porterei con me sarebbe:medaglione con pomodoro, mozzarella, rucola, un filo d’olio, sale e origano.

Se l’isola fosse verdeggiante, dal clima uggioso ed il vento portasse con se il rumore delle onde che si infrangono su alte scogliere rocciose il panino che porterei con me sarebbe:Medaglione con Hamburger, ketchup, mayonese, formaggio cheddar fuso, cipollina tritata e pancetta sfrigolante.

Se l’isola avesse un clima torrido e fosse invasa da una fitta vegetazione, perfetto riparo per sfuggenti creature acquattate nell’ombra il panino che porterei con me sarebbe: Frustina bella croccante appena sfornata con mayonese, roastbeef condito con sale, pepe nero, parmigiano a scaglie, un filo d’olio e un goccio di limone.

Se l’isola fosse un lembo di terra dal quale emergono crateri traboccanti lava e lapilli, l’aria fosse appesantita da vapori sulfurei ed una nebbia venefica avvolgesse ogni cosa il panino che porterei con me sarebbe: Frustina con prosciutto di parma, Emmental, mayonese.

Se avete dubbi, domande o volete semplicemente propormi nuovi scenari oppure mettermi a conoscenza delle VOSTRE preferenze commentate numerosi o inviatemi messaggi privati, e-mail, piccioni viaggiatori, araldi con trombe squillanti o comunicazioni telepatiche.

Famelicamente vostro,

Dave

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Nuovi Media

19 novembre 2010 2 commenti

Era una sera come tante altre, tipico clima rigido da autunno romano: vento impetuoso che sferzava i vetri delle finestre facendo scricchiolare le imposte, pioggia fitta e sottile che rigava il cielo e troppi lampioni ad abbagliare la notte per riuscire a vedere una sola stella in cielo.

Io e Mark eravamo seduti scompostamente sul divano in similpelle nera, gli occhi fissi sul quarantadue pollici led che sembrava fluttuare nella penombra della stanza mentre le nostre dita si muovevano freneticamente  sul controller dell’xbox 360. Un ritmo tribale e convulso prendeva vita dalla pressione dei tasti scandendo l’ennesimo aspro confronto tra Real Madrid e Tottenham.

Ci fu un attimo di silenzio, una tregua che mi consenti di riflettere un istante e palesare il mio cruccio, mi voltai fissando Mark con aria incerta e dissi:

“Hai mai pensato ai nuovi media?A quante forme di comunicazione verbale e scritta esistano al giorno d’oggi?Prendi Youtube per esempio, fino a vent’anni fa la gente era vincolata alla televisione come fonte d’intrattenimento. Prima alla radio. Prima ancora a tomi polverosi da leggere davanti a un camino scoppiettante. E invece ora? Con due click puoi guardare gli highlights della partita della tua squadra del cuore, un video musicale di un artista, un tributo ad una celebrità e tanti video divertenti postati dagli utenti. Ti ricordi da ragazzini le ore passate a guardare mtv sperando che mandassero il nostro video preferito? Il mio era Unforgiven II dei Metallica. Bello. Ora l’ho visto fino allo sfinimento. Effettivamente si è un po’ perso il gusto dell’attesa, adesso è tutto facile, istantaneo, freddo, asettico.  Se ci pensi non  è nient’altro che intrattenimento on demand. O take away in certi casi. No?

Che poi: all’inizio ero entusiasta perché consideravo youtube il trionfo della democrazia artistica; magari tu sei un suonatore di liuto bravissimo ma a nessuno frega niente di venirti ad ascoltare. Fai un bel video, lo metti in rete e se tutto va per il verso giusto hai la tua piccola fetta di popolarità. Ma c’è il rovescio della medaglia… un nome? Gemmadelsud con i tutti i suoi proseliti e detrattori. Per uno come me che crede fermamente nella meritocrazia vedere individui del genere ottenere successo è una pugnalata al cuore. Ma del resto è solo la punta dell’iceberg… pensa a Facebook! Applicazione nata in America per mantenere in contatto i compagni di corso/scuola. Sai loro hanno l’ossessione delle rimpatriate, dei balli scolastici, del monitorare e giudicare la vita dei loro conoscenti. E ovviamente qui in Italia l’arte di prostrarsi davanti alle mode a stelle e strisce ha avuto il sopravvento di nuovo: tutti a scrivere idiozie su Facebook, a condividere video, a taggare persone… cazzo io non so neanche cosa diavolo significhi taggare!!! Senza contare che ci sono individui che hanno ottocento, novecento amici… praticamente più della popolazione di San Marino. Ho fatto dei calcoli sai? Se tu conoscessi veramente novecento persone e avessi sostenuto appena 5 min di conversazione faccia a faccia con ciascuno di essi, avresti dovuto spendere ben S E T T A N T A C I N Q U E ore della tua vita. Che poi immaginati la conversazione lampo << Ciao sono Tizio, ti do il mio contatto di facebook, ciao>>.

Io impiego cinque minuti al ristorante solo per scegliere tra acqua liscia o frizzante! Converrai con me che tutto si riduce ad un’insaziabile mania di protagonismo, una competizione a chi millanta più amicizie. Poi onestamente, chi è che vuole rivedere o mantenere i contatti con i vecchi compagni di scuola? Se tenessi veramente a qualcuno è palese che avresti fatto degli sforzi per mantenere vive le comunicazioni no? Io neppure ricordo il nome di tutti i miei compagni di classe! C’è gente di cui ignoro completamente l’esistenza, e mi va bene cosi.

Poi c’è il solito disperato in preda agli ormoni che cerca l’anima gemella online… oddio conosco gente che si è fidanzata con l’ausilio di videogames o su myspace ma penso che sia qualcosa di abbastanza raro e a dirla tutta anche un po’ triste non pensi?

E arriviamo alla mia categoria preferita: gli stalker. Eh si, c’è gente che va a sbirciare i profili di amici e conoscenti cercando foto piccanti o frasi equivoche. Facebook è un terreno di caccia perfetto per tutti gli allupati e le commari impiccione che non vedono l’ora di intromettersi silenziosamente nelle vite altrui. C’è da dire che ci sono ragazze che hanno smarrito completamente il senso della decenza: vedi foto ammiccanti in intimo, in costume, scollature vertiginose, pose esplicite… io questo atteggiamento lo chiamo “Velinismo”. Non voglio definirla prostituzione virtuale perché sarebbe un errore ontologico, le camgirls vengono pagate per mostrarsi nude, le tipe che si ritraggono succinte sono delle egocentriche, vittime della promessa di adulazione e venerazione da parte di una schiera di miseri individui con i calli alle mani… non so se cogli l’allusione.

Di tutte queste mode della rete quella che mi disturba di meno è Twitter. Sai perché? Innanzi tutto perché non hai “amici” ma bensì “followers”. Sembra una banalità ma dal mio punto di vista è davvero rilevante! Non apprezzo la svalutazione del termine “amico”, in quella parola io ci vedo ancora una sacralità, un patto implicito di sostegno reciproco, comprensione e cameratismo. Beh insomma con Twitter tu scrivi quello che fai, quello che pensi e la gente che ti segue esprime il suo parere. Ovviamente trovo abbastanza discutibile parlare delle proprie funzioni corporali, o del colore dello smalto appena applicato però in un certo senso se la gente ti segue e proprio perché vuole conoscere anche gli aspetti più infimi e banali della tua vita.

Pensa che bello guardare la tv e trovare che so… Scamarcio e dieci secondi dopo diffamarlo sulla tua pagina. O magari guardare al tgsport la faccia di Moratti mentre Ibra realizza il rigore della vittoria del derby proprio sotto la curva dei tifosi intertristi e sbeffeggiarlo con tutti i tuoi amici. Bello. Ma non mi alletta l’idea di stare tutto il giorno a scrivere cosa diavolo dico, penso e faccio… ho il terrore cronico del “grande fratello”. Nell’accezione Orwelliana del termine ovviamente.

Poi c’è la questione Skynet: stiamo fornendo tutte le nostre informazioni vitali a delle macchine che un giorno potrebbero divenire coscienti, sollevarsi contro di noi e inviare un androide nel 1984 a uccidere Sarah Connor. Cavolo, oggi saprebbe giorno, data ed ora esatta per trovarla beatamente adagiata sul cesso pronta a beccarsi un colpo di calibro quarantacinque in mezzo agli occhi. Maledetti internauti!

C’è poco da stare allegri non trovi?..”

Mark mi fisso con occhi vitrei, il volto inespressivo ed infine spalancò le fauci.

Emise un rutto di circa cinque secondi con triplo cambio di tonalità che fece sobbalzare il cane che era raggomitolato ai nostri piedi.

Annuì compiaciuto.

“Vabbè va… rivincita, stavolta prendo il Barça però.” Dissi guardandolo di sottecchi.

Categorie:Il Dave-pensiero Tag:

Mens Sana In Corpore Sano… Ma anche no!

17 novembre 2010 1 commento

Bentrovati miei evanescenti lettori, quest’oggi intendo mettervi a conoscenza di alcuni avvenimenti curiosi svoltisi nella giornata odierna.

Dovete sapere che per incrementare la mia vacillante autostima ed evitare di ingrassare come un tricheco, ho da tempo intrapreso la via della palestra. Una bella valvola di sfogo, un paio d’ore dedicate alla cura del corpo, quattro chiacchiere con l’istruttore e con gli altri frequentatori assidui e si torna a casa.

Quest’oggi ero particolarmente ilare visto che nei giorni passati ho riscontrato di non necessitare di un ulteriore periodo di ricondizionamento, e cosi allegro e giulivo mi apprestavo ad iniziare il celeberrimo programma di Preparazione alla forza.

Entro in sala pesi, saluto chi di dovere e mi riscaldo adeguatamente; dopodiché con la mia vista a raggi x cerco di capire quante serie mancano al tipo che mi occupa la panca piana e arguisco col mio intelletto superiore che  è in procinto di concludere l’esercizio … o nella peggiore delle ipotesi si sarebbe decapitato col bilanciere, quindi in ogni caso avrei presto avuto la panca tutta per me.

Mi aggirai impaziente attorno al macchinario come una iena attorno ad una carcassa e finalmente conquistai l’agognato posto. Svolsi le mie belle ripetizione e, nel minuto e cinquanta di meritata pausa, notai un ragazzo vestito in maniera alquanto singolare: aveva una maglietta sleeveless (o smanicata che dir si voglia), dei guanti da sollevamento pesi molto professionali in quanto offrivano un sostegno anche ai polsi e dei pantaloni blu dell’adidas. Fin qui niente di strano direte voi… e invece ci sono molte cose sospette: innanzi tutto la temperatura della palestra non era esattamente tropicale e guardandomi intorno notai subito che era l’unico ad indossare una maglietta di quel tipo (addirittura un ragazzo si allenava con la felpa ed il cappuccio tirato su). Inoltre aveva una “gamba” dei pantaloni arrotolata fin sopra al ginocchio mentre l’altra era lasciata lunga. Ma non finisce qui: il guanto destro era perfettamente allacciato mentre la chiusura in velcro del sinistro penzolava allegramente.

Non ci feci molto caso nonostante destasse la mia curiosità e continuai l’esercizio. Dopo aver concluso mi recai al macchinario successivo e per farlo fui costretto a circumnavigare il bizzarro individuo e improvvisamente mi fu chiaro il motivo di quell’atroce abbigliamento: i tatuaggi.

Ebbene si questo signorino aveva escogitato quelle bizzarre modifiche al suo aspetto solo per mostrare fieramente tutti i tatuaggi!!! Rispettivamente collocati su: avambraccio sinistro, polso sinistro e polpaccio destro. Fui invaso da un senso di commiserazione misto a sdegno e riflettei su quanto il motto latino “mens sana in corpore sano” a volte presentasse delle profonde ed incolmabili lacune.

Al termine della sessione di allenamento, dopo aver discusso con Roberto, il nostro fidato personal trainer, di MMA e vecchi film di Jean Claude Van Damme mi recai stanco ma appagato negli spogliatoi ignaro della sorpresa che mi attendeva oltre l’uscio.

Entrai disinvolto come al solito, sorseggiando acqua dalla mia fidata bottiglietta finché non si parò dinnanzi ai miei occhi una scena grottesca e terrificante: un uomo sui trenta andanti, dalla voluminosa chioma ondulata era nudo d’innanzi a me, le ginocchia leggermente piegate, il bacino in avanti e… un pettine in mano. Si stava pettinando i peli pubici. Credo di aver perso la cognizione del tempo in quel frangente ma sono certo di essere rimasto per circa quattro o cinque secondi immobile al centro della stanza con gli occhi sgranati.  Ricordo di essermi mosso lateralmente nel silenzio più totale, di essermi cambiato velocemente e di essermi precipitato a casa senza proferire parola durante il tragitto.


Categorie:X-Files Tag:

Tribute To Raffo

16 novembre 2010 Nessun commento

Discorso tra due cinesi:

-Secondo te l’omosessualità è una malattia?

-Si, è una malattia inculabile.


Categorie:Euforia Paradossa Tag:

Be The

14 novembre 2010 Nessun commento

Salve a voi miei cari lettori assetati di conoscenza, con queste mie poche righe vorrei disquisire (come avrete dedotto dal titolo) di introspezione, dei segreti dell’anima, della dimensione interiore, delle aspirazioni più intime e segrete che ogni essere umano cova dentro di se… ovviamente sto scherzando, ho giocato sulla labile assonanza tra “be the” e “Bidet”.

Eh si miei cari amiçi (come dice Josè Altafini) vorrei confrontarmi con voi sulla spinosa questione che io definirei : Metodologia del Bidet.

Come vi collocate durante le vostre abluzioni intime?? Vi sembra una domanda stupida? STOLTI!!! Dovete sapere che circolano molteplici teorie sulla corretta postura da adottare che io riassumerò cosi:

EASY RIDER

La posizione classica, con il batacchio rivolto al rubinetto. Secondo me quella maggiormente diffusa ed accettabile visto che si ha un controllo diretto ed efficace sulla temperatura dell’acqua e potremmo evitare, nella malaugurata ipotesi qualcuno in casa aprisse l’acqua fredda, di farci lessare il trittico di verdure di cui madre natura ci ha dotato. Insomma “It’s all in the reflexes”. Così facendo sarà possibile raggiungere ogni anfratto del nostro corpo durante i lavacri e potremmo tenere un occhio vigile sui rubinetti.

RETROSPETTIVA

Nonostante il titolo di artistico c’è ben poco, consiste nel rivolgere al rubinetto le nostre natiche. I diretti interessati sostengono, appellandosi ad una contorta quanto discutibile legge di “aemulatio in imitando”, che questa posizione sia quella “corretta” in quanto ricalca la collocazione adottata sul water; inoltre questi loschi figuri assicurano che dopo aver espletato determinate funzioni corporali sia di vitale importanza rivolgere il deretano verso il getto d’acqua (il maggior sostenitore di questa tesi è una persona che, per tutelare la sua privacy chiamerò Mister X, non usa la carta igienica bensì dopo aver svuotato il proprio intestino si mette direttamente su bidet [non è una battuta esiste davvero e se volete ve lo presento … ma sospetto che lo conosciate già]).

SURFING WITH THE ALIEN

A mio modesto parere questa è la più bizzarra: non ricordo chi, ma qualcuno ai tempi del liceo mi raccontò che un ragazzo che chiameremo Mister Y, durante un viaggio d’istruzione se non erro a Lisbona, per usufruire del rinfrescante contributo del bidet si posizionò di lato!!! Immaginatevi un surfista intento a cavalcare le onde con le gambe leggermente piegate ed il baricentro abbassato… ecco cosi!Un uomo, lo scrosciare dell’acqua… ed il suo bidet. Onestamente non vedo la praticità di questa soluzione ma in quanto a poesia, pathos e drammaticità è notevole, non so perché ma mi fa venire in mente “Un mercoledì da leoni” e “Point Break”. [grande Gary Busey!!!]

Esistono altri modi per impiegare l’immancabile oggetto di ceramica, tuttavia preferisco mostrarvele con un aiuto grafico piuttosto che tediarvi con altre spiegazioni… e francamente credo che le immagini siano abbastanza esaustive!!!

bidet

[San Miguel FTW!!!]

bidet1

Ai posteri l’ardua sentenza…. O in questo caso Al posteriore l’ardua sentenza!!!!

Questo post è da intendersi [auspicabilmente] come interattivo, quindi sentitevi liberi di commentare o inviarmi le vostre risposte accompagnate da una spiegazione semirazionale.

Igienicamente vostro,

Dave

Categorie:Domande di senso Tag:

My Name Is Dave

7 novembre 2010 Nessun commento

-          Ehilà gente!

-          Bella Dave!

*(Chi coglie la citazione ha la mia imperitura stima)

Come si evince facilmente dal titolo questo intervento ha il subdolo e tedioso compito di presentarmi a voi lettori, ammesso che qualcuno legga questo blog, si forse questo post trasuda presunzione, al diavolo chi mi da il diritto di presumere che qualcuno leggerà questo blog?! Forse dovrei aspettare che qualcuno mi mandi un pm dicendo “hey bello il tuo blog è vuoto, scrivi qualcosa che io possa leggere” e solo dopo dovrei presentarmi! Si forse si… però se qualcuno stesse leggendo questo blog ora sicuramente si starà chiedendo “ma chi diavolo è questo?” quindi è giusto che io mi presenti … si ma il lettore vuol sapere chi sono o vuole solo leggere cosa scrivo? È possibile quindi scindere l’autore dalla sua creazione? Il dott. Frankenstein di certo non andava a cena fuori con la sua creatura … anche se in qualche modo doveva nutrirla … un momento: il mostro di Frankenstein mangiava? Cavolo non me lo ricordo! Bene diciamo che in ogni caso prima o poi dovrei presentarmi comunque, quindi facciamolo: Io sono Dave e beh … faccio cose, vedo persone…  cavolo è dura! Del resto “chi sono?” è una stramaledetta domanda di senso a cui è davvero difficile rispondere. Agendo empiricamente  direi che sarebbe molto più semplice dire chi NON sono! Si fortissimo, cacchio bella pensata Dave, ce la siamo cavata un’altra volta bello, Hey ma tu chi sei?, Vuoi davvero saperlo?, Si suppongo di si… ma se continui a interrompermi perderò il filo!quindi soprassediamo. Stavi per spiegare chi NON siamo. Oh giusto!Grazie. Di niente bello! *(chi coglie questa citazione riceverà un plauso nel mio prossimo post!) Ooooh che bel premio scommetto che muoiono dalla voglia di apparire su questa pagina sperduta nella rete! Chiudi il becco!

Io NON sono uno pseudo politicante della domenica che sfrutta un blog per fomentare sollevazioni popolari con demagogia e propositi irrealizzabili, non sono un dannato emo con la frangetta che vuole condividere i suoi travagli esistenziali con il resto del mondo, non possiedo abilità particolari tali da spingermi a parlarne in questo blog , non sono una rockstar, non ho una vita sociale così ricca ed interessante da doverla postare online, non conosco abbastanza ricette culinarie da doverle raccogliere su queste pagine e di sicuro non intendo parlare della mia fede calcistica.

Diciamo che sono un moderno rapsodo, un bardo del terzo millennio che spera di intrattenere annoiate folle (Folle?? Al massimo qualche parente che naviga annoiato) con le sue parole, un dono che non conosce tempo ne spazio. Benvenuti dunque nel mia reggia fatta di orpelli letterari, figure retoriche e sagaci considerazioni, ornata di ironia e dissacranti verità.

Il vostro umile cantastorie,
Dave

P.s. I love James Joyce (beh se non capite questa mi vedo costretto a dubitare della vostra preparazione letteraria!!)

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